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La Lituania ha ritirato il suo ambasciatore dalla Russia

© Sputnik . Alexey Filippov / Vai alla galleria fotograficaVilnius, capitale della Lituania
Vilnius, capitale della Lituania - Sputnik Italia
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Oggi la Lituania ha richiamato l'ambasciatore in Russia Ramigijus Motuzas, perché ritenuto in pericolo a causa dell'indagine sulle tangenti in cambio dei visti e del suo status di testimone chiave. Lo riferisce oggi l'agenzia BNS, citando il ministero degli esteri lituano.

"Forse è meglio che per qualche tempo non si trovi in questo paese", si legge in una nota del dicastero.

Questa settimana, Rimantas Sidlauskas, ambasciatore della Lituania a Mosca dal 2002 al 2008, è stato arrestato con l'accusa di aver intascato una tangente da un cittadino russo che possiede una partecipazione di controllo di un istituto bancario. Sputnik Lituania, ha confermato l'arrestato di Szydlauskas e di altre due persone sospettate di corruzione.

Gli investigatori lituani credono che l'ex diplomatico abbia promesso al cittadino russo di intercedere per suo conto e fare pressioni riguardo l'emissione di un visto Schengen, usando la sua posizione diplomatica e le sue conoscenze.

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L'attuale ambasciatore, Motuzas, ha affermato di non essere a conoscenza dei fatti.

Inoltre, il ministero degli esteri lituano ha dichiarato che l'ambasciatore ha ricevuto minacce anche dopo il verdetto del tribunale nel caso degli eventi del 13 gennaio 1991.

Dopo la dichiarazione di indipendenza da parte della Lituania nel marzo 1990 e il non riconoscimento da parte dell'URSS, iniziarono le proteste di massa. All'inizio del 1991 le truppe sovietiche occuparono una serie di siti strategici. La notte del 13 gennaio una colonna di veicoli corazzati sovietici si diresse verso il centro di Vilnius, dove si scontrarono con i manifestanti. 14 persone sono rimaste uccise, tra cui un militare sovietico; i feriti furono oltre 600.

Lo scorso marco la Corte distrettuale di Vilnius ha accusato l'ex ministro della difesa dell'URSS Dmitry Yazov e l'ex agente del KGB Mikhail Golovatov di "crimini contro l'umanità e crimini di guerra". Altri 67 russi sono stati condannati perché coinvolti nei tragici eventi del 13 gennaio. Il ministero degli esteri russo ha definito la sentenza provocatoria, politicamente motivata e vergognosa.

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