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SPUTNIKPEDIA: la Grande Diomede – l’isola del giorno dopo

© Sputnik . Aleksandr Lyskin / Vai alla galleria fotografica1989 - spedizione congiunta URSS-USA attraverso lo Stretto di Bering
1989 - spedizione congiunta URSS-USA attraverso lo Stretto di Bering - Sputnik Italia
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Esattamente al centro dello Stretto di Bering le isole Diomede sorgono una di fronte all’altra separate da 4 km scarsi di mare. Una appartiene alla Russia, l’altra agli USA. Queste sono le isole dei paradossi e delle metafore – il luogo in cui il punto più ad est del mondo si trova faccia a faccia con il punto più ad ovest.

La Grande Diomede è un’isola di 29 km2 (per fare un paragone è poco più vasta di Salina) meglio conosciuta in Russia con il nome di ‘isola di Ratmanov’. Anche l’isola di fronte, la Piccola Diomede, ha un secondo nome – ‘isola di Kruzenstern’ ed è grande un terzo. Due isole dirimpettaie a pochi chilometri l’una dall’altra eppure sembrano incredibilmente lontane. Tra loro passa una linea che, pur se solo immaginaria, le divide sia nella geografia fisica che in quella politica. Ma oltre che separate nello spazio sono separate anche nel tempo.

© Foto : Jailbird [CC BY-SA 3.0]Schema linea cambiamento data e fusi orari tra Chukotka e Alaska
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Schema linea cambiamento data e fusi orari tra Chukotka e Alaska

La linea internazionale del cambio di data

Viaggiando verso ovest bisogna rimettere indietro l’orologio di un’ora ogni 15° di meridiano circa per rimanere in linea con il sole, viceversa avanti di un’ora viaggiando verso est. Anche questo accorgimento, che nell’800 venne convenzionato tra gli Stati e chiamato ‘fuso orario’, possiede tuttavia un inconveniente. Per primi ad accorgersene furono i marinai sopravvissuti alla spedizione di Magellano. Dopo aver fatto il giro del mondo da est verso ovest, doppiando il Capo di Buona Speranza, arrivarono a Capo Verde il 10 luglio del 1522 ma erano convinti che fosse il 9 luglio. Chiaramente, a forza di spostare l’ora indietro per seguire il sole, si era formalmente perso un giorno. Nel 1884 si convenne a livello internazionale di istituire quindi una riga immaginaria di cambio di data che passasse nei luoghi in cui facesse meno danni. Scelsero appunto di farla passare in mezzo all’Oceano Pacifico. L’unico posto al mondo in cui si può guardare in faccia al giorno prima, o al giorno dopo, è proprio questo delle isole Diomede. Quando sulla Grande Diomede il fuso orario di Anadyr segna le ore 23.00, sulla Piccola il fuso di Anchorage segna le 3.00 del mattino dello stesso giorno, ma quando sulla prima scocca la mezzanotte, la seconda si trova ancora alla mattina... del giorno prima.

Stretto di Bering attuale e proiezione della Beringia
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Stretto di Bering attuale e proiezione della Beringia

La Beringia

Le acque del Mare di Bering non sono molto profonde, in particolare la zona dello stretto è profonda tra i 30 e 50 metri. Durante le eree glaciali Asia e America sono state diverse volte collegate via terra, non tanto perchè ricoperte dai ghiacci ma perchè le calotte polari concentrando i ghiacci abbassarono i livelli dei mari. Questa terra emersa che collegava i continenti viene studiata con il nome di ‘ponte di Beringia’. Un collegamento naturale che si è aperto e chiuso più volte come una finestra temporale e che ha influenzato anche il corso della Storia umana perchè è proprio da qui che, prima dell’ultima chiusura avvenuta circa 15mila anni fa, passò l’uomo per colonizzare l’America. Recenti studi sul DNA di alcuni gruppi etnici della Siberia orientale dimostrerebbero per altro proprio un alto grado di parentela con i nativi nord americani. Stessa parentela genetica tuttavia non è stata riscontrata anche con i nativi dell’America del Sud. Per altro alcuni ritrovamenti fanno pensare che l’uomo forse era presente in Sud America anche prima dell’arco temporale di apertura della Beringia per cui alcuni studiosi non escludono la possibilità che la colonizzazione umana del Sud America abbia seguito un percorso differente.

© Foto : Aleksandr LyskinStretto di Bering in inverno (prossimità delle isole Diomede)
Stretto di Bering in inverno (prossimità delle isole Diomede) - Sputnik Italia
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Stretto di Bering in inverno (prossimità delle isole Diomede)
Stretto di Bering, localizzazione schematizzata
Stretto di Bering, localizzazione schematizzata - Sputnik Italia
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Stretto di Bering, localizzazione schematizzata
© Foto : V.GriziukIsola Grande Diomede (Ratmanov) - 1978
Isola Grande Diomede (Ratmanov) - 1978 - Sputnik Italia
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Isola Grande Diomede (Ratmanov) - 1978
© Sputnik . Teterin, V. CistiakovRepertorio d'epoca, isola Grande Diomede
Repertorio d'epoca, isola Grande Diomede - Sputnik Italia
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Repertorio d'epoca, isola Grande Diomede
© Александр ЛыскинAttraversamento dello Stretto 1989
Attraversamento dello Stretto 1989 - Sputnik Italia
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Attraversamento dello Stretto 1989
© Александр ЛыскинLa spedizione congiunta del 1989 durò 2 mesi e percorse quasi 2mila km tra Chukotka e Alaska
La spedizione congiunta del 1989 durò 2 mesi e percorse quasi 2mila km tra Chukotka e Alaska - Sputnik Italia
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La spedizione congiunta del 1989 durò 2 mesi e percorse quasi 2mila km tra Chukotka e Alaska
© Sputnik . Aleksandr LyskinAttraversamento a piedi dello Stretto di Bering ghiacciato - marzo 1989
Attraversamento a piedi dello Stretto di Bering ghiacciato - marzo 1989 - Sputnik Italia
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Attraversamento a piedi dello Stretto di Bering ghiacciato - marzo 1989
© Sputnik . Aleksandr Lyskin1989 - Spedizione congiunta URSS-USA per l'attraversamento a piedi dello Stretto di Bering
1989 - Spedizione congiunta URSS-USA per l'attraversamento a piedi dello Stretto di Bering - Sputnik Italia
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1989 - Spedizione congiunta URSS-USA per l'attraversamento a piedi dello Stretto di Bering
© Sputnik . Aleksandr LyskinFesteggiamenti folkloristici per la missione congiunta 'Ponte di Bering' del 1989
Festeggiamenti folkloristici per la missione congiunta 'Ponte di Bering' del 1989 - Sputnik Italia
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Festeggiamenti folkloristici per la missione congiunta 'Ponte di Bering' del 1989
© Sputnik . Aleksandr Lyskin / Vai alla galleria fotografica1989 - spedizione congiunta URSS-USA attraverso lo Stretto di Bering
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1989 - spedizione congiunta URSS-USA attraverso lo Stretto di Bering
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Stretto di Bering in inverno (prossimità delle isole Diomede)
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Stretto di Bering, localizzazione schematizzata
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Isola Grande Diomede (Ratmanov) - 1978
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Repertorio d'epoca, isola Grande Diomede
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Attraversamento dello Stretto 1989
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La spedizione congiunta del 1989 durò 2 mesi e percorse quasi 2mila km tra Chukotka e Alaska
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Attraversamento a piedi dello Stretto di Bering ghiacciato - marzo 1989
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Festeggiamenti folkloristici per la missione congiunta 'Ponte di Bering' del 1989
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1989 - spedizione congiunta URSS-USA attraverso lo Stretto di Bering

Il ponte sullo Stretto di Bering

L’idea di non dover aspettare tutte le volte una glaciazione per passare da un continente all’altro via terra venne in mente già a metà dell’800 agli americani. Presi forse dall’entusiasmo della conquista ferroviaria del west, già nel 1905 E.Harriman, presidente della Pacific Union Rail, lanciò un progetto di collegamento ferroviario degli Stati Uniti con la Transiberiana russa passando appunto per lo Stretto. Proprio nello stesso periodo tuttavia scoppiava la guerra russo-giapponese e di lì in poi sarebbe stato un susseguirsi di ‘inopportunità politiche’ per anche solo prendere sul serio l’ipotesi di una realizzazione dell’opera. In piena guerra fredda, 1958, un famoso ingegnere americano di origine cinese, Tung-Yen Lin, volle rilanciare l’idea e dopo ben 10 anni di approfonditi studi pubblicò un completo studio di fattibilità. Il progetto prevedeva un ponte a tre stadi – uno superiore aperto solo nei tre mesi estivi per il passaggio dei mezzi su gomma, uno interno coperto per la ferrovia e uno completamente coibentato per oleodotto e gasdotto. Il progetto venne inizialmente valutato come visionario e assolutamente irrealizzabile. I problemi sono la lunghezza e le condizioni climatiche ma, sopratutto, gli iceberg che in primavera andrebbero a schiantarsi inevitabilmente sui piloni. Altro problema serio è che l’investimento per costruire il ponte sarebbe inutile senza anche l’investimento per costruire tutto il resto – la zona della Chukotka che porta allo Stretto è priva di qualisasi infrastruttura, pressochè disabitata e in buona parte paludosa. Nel 2007 tuttavia il Governo russo ha dichiarato che sarebbe disposto a sostenere un tale progetto con 60 miliardi di dollari. Nel 2015 anche la Cina si è detta interessata ad una idea che è stata chiamata ‘Trans-Eurasian Belt’, il progetto quindi forse non è poi così bislacco come inizialmente parso. In fin dei conti il ponte sospeso più lungo del mondo è quello che collega Hong Kong a Macao ed è lungo 55 km, vero è che tra Chukotka e Alaska ce ne sono più di 70 di km ma le isole Diomede sono appunto a metà strada e utilizzandole come basi si potrebbe dividere il lavoro in due ponti da 35 km l’uno. Il problema degli iceberg potrebbe per altro venire superato escogitando una particolare forma per i piloni. Quello che di sicuro manca in questo momento storico pare piuttosto la volontà politica di unire territori e collaborare invece che isolare.

La maledizione dello sciamano

Quando nel XVII secolo l’esploratore russo Semyon Dezhniov scoprì le due isole pare che fossero già abitate da gruppi di eschimesi. Per quasi 150 anni il possesso su queste due piccole terre rimase alla Russia fino a che nel 1867 lo Zar Alessandro II vendette l’Alaska agli Stati Uniti. Il peggior affare della Storia ebbe ripercussioni anche per quel poco di popolazione locale residente e che si trovò divisa tra le due isole. Venne quindi concesso uno speciale permesso specifico per gli eschimesi per potersi spostare liberamente. Durante il primo periodo sovietico tuttavia la gran parte degli eschimesi preferì muovere spontaneamente verso la Piccola Diomede. Ancora oggi ne vivono lì circa un centinaio. Gli altri vennero ‘spostati’ dal Governo sovietico nel 1941 quando sulla Grande Diomede venne creata una postazione militare. Prima di andarsene si dice però che gli eschimesi fecero arrivare uno sciamano dal continente appositamente per lanciare una maledizione. Nessuno ammette di crederci ma da allora a tutte le morti premature, accidentali o anche ad ogni semplice disavventura, in pochi possono fare a meno di ricordare della ‘maledizione dello sciamano’.

Condizioni di vita attuali sull’isola

L’isola è rocciosa, spoglia, abitata solo dalla guardia di frontiera, militari e pochi ricercatori. Freddo, buio, tutto coperto di neve in inverno, venti fortissimi e fitta nebbia per circa 300 giorni all’anno. I racconti di chi è stato lì in servizio militare alla guardia frontiera negli anni ’90 parlano di rifornimenti che arrivavano con l’elicottero una volta ogni 3 mesi, razioni di cibo insufficienti, mancanza di comunicazioni e servizi, isolamento totale. Per avere l’acqua dovevano sciogliere la neve. Oggi la leva sull’isola è svolta da personale qualificato e decisamente meglio fornito. Le moderne tecnologie permettono tra l’altro possibilità di comunicazione satellitare anche in posti sperduti come questi. Gli eschimesi infine sono tornati ad avere permessi speciali per potersi spostare più agevolmente tra le due isole.

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