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Scienziati confutano alcuni dati sulla morte delle cellule cerebrali

CC0 / Pixabay / Cervello umano
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Fino a poco tempo fa, si credeva che una persona conservasse per tutta la sua vita un certo numero di cellule cerebrali, tante quante ne aveva alla nascita. Inoltre, gli scienziati credevano che con l'età, le cellule morissero e non si rigenerassero. Una nuova ricerca ha confutato questi dati.

I risultati dettagliati dell'esperimento sono stati pubblicati sulla rivista Nature Medicine. Gli scienziati hanno studiato il cervello di 58 persone morte tra i 43 e i 97 anni. Tra questi c'erano sia pazienti non affetti da malattie neuropsichiatriche e quelli che avevano il morbo di Alzheimer.

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Particolare attenzione è stata prestata alle aree dell'ippocampo parte del sistema limbico del cervello, che è responsabile della memoria e delle emozioni. Si è scoperto che anche in età avanzata, in un paziente deceduto a 97 anni, il processo di neurogenesi non si era fermato. Cioè, nuovi neuroni nel cervello apparivano e si sviluppavano. È vero, questo processo è rallentato con l'età, ma non si è fermato.

Nei pazienti con il morbo di Alzheimer, è stato diagnosticato un quadro diverso. Il numero di nuovi neuroni aumentava molto lentamente, e questo è stato registrato già nelle prime fasi della malattia. Comprendere questi processi, dicono gli esperti, può aiutare a trovare nuovi approcci per il trattamento della malattia.

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