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Ministro danese dice che per i jihadisti è meglio morire in Siria che tornare in Danimarca

© AP Photo / Benjamin WiacekTunisian soldiers pose during a presentation of the anti-jihadi fence, in near Ben Guerdane, eastern Tunisia.
Tunisian soldiers pose during a presentation of the anti-jihadi fence, in near Ben Guerdane, eastern Tunisia. - Sputnik Italia
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Il ministro danese della giustizia, Søren Pape Poulsen, ha detto mercoledì che preferirebbe che i jihadisti provenienti dal suo paese muoiano combattendo in Siria piuttosto che tornare a casa, attirando le critiche dell'opposizione.

Con il crollo dell'ultimo baluardo dello Stato Islamico in Siria durante il fine settimana, diversi governi sono stati alle prese con il problema di cosa fare con i combattenti jihadisti provenienti dai loro paesi.

La politica ufficiale della Danimarca di riprendere i combattenti stranieri ha generato un dibattito pubblico.

"È meglio che siano qui incarcerati piuttosto liberi in giro", ha detto Poulsen a una commissione parlamentare mercoledì.

Ma, ha aggiunto, sarebbe stato preferibile "se fossero morti in combattimento laggiù".

L'opposizione socialdemocratica ha criticato le osservazioni del ministro.

"Queste non sono parole che avrei usato", ha detto Trine Bramsen, portavoce del partito.

Poulsen, che è anche il leader del partito conservatore, ha spiegato che c'erano circa 40 jihadisti con legami con la Danimarca in quello che era il territorio dello Stato Islamico in Siria, 10 dei quali sono stati catturati.

Dal 2016, la legge danese ritiene un reato aver combattuto in zone di conflitto per un gruppo terroristico.

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