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I greci crimeani bloccati in Crimea

© Sputnik . Sergey Malgavko / Vai alla galleria fotograficaJalta, Crimea
Jalta, Crimea - Sputnik Italia
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Sono passati cinque anni da quando la Crimea è tornata a far parte della Russia e ancora i greci che vivono sulla penisola (tra i 5000 e i 7000) provano una certa amarezza. La questione dell’ottenimento dei visti continua ad essere un problema per l’attiva comunità greca in Crimea la quale tramite Sputnik sta cercando di rivolgersi alle autorità greche per risolvere il problema.

Secondo Sokrat Lazaridis, docente della cattedra di neogreco presso l’Università federale della Crimea Vernadsky, i diplomatici greci non danno accesso all’area Schengen alla popolazione crimeana indipendentemente dalla nazionalità della persona interessata. Per l’ottenimento dei visti gli abitanti della penisola vengono mandati in Ucraina.

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La “Giornata del ricordo” a Kerch.29 gennaio ‘42, la deportazione degli italiani di Crimea
Quest’estate i docenti di neogreco, lingua che occupa una posizione particolare in Crimea (in quest’anno scolastico il neogreco è insegnato in 13 scuole medie crimeane a 700 studenti), vorrebbero partecipare a una conferenza di aggiornamento a Creta, ma ancora non si sa se ce la faranno.

Il professore ritiene che le autorità greche debbano agire al più presto per risolvere il problema e aiutare i greci crimeani a visitare la propria patria.

Con lui è solidale anche Pavlos Khristou, generale dell’aviazione greca in pensione e presidente dell’associazione Amici della Crimea in Grecia. Secondo Khristou, “il problema dei provvedimenti che vengono ingiustamente e illegalmente applicati oggi in Crimea è molto grande. La Crimea non è nemmeno collegata via aereo. Da Salonicco a Simferopoli ci si metterebbe mezz’ora, invece siamo costretti a volare da Atene a Mosca”.

Il generale in pensione ha più volte visitato la Crimea e considera Yalta la “sua seconda patria”.

“Amo questo posto perché vengo dall’Eubea settentrionale e in Crimea ci sono più o meno le stesse cose: vigneti, mare e ulivi. Dunque, per me Yalta è un po’ come una seconda casa e quando ci vado sento l’aria della Grecia e mi sento libero”, ha affermato. “Bisogna approfondire la collaborazione politica con la Russia per sviluppare i rapporti anche con la Crimea dove ci sono comunità di greci”, ha concluso.

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