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Presidente autorità: non stiamo vendendo porto Trieste a cinesi

© Sputnik . Eduard Pesov / Vai alla galleria fotograficaTrieste, Italia
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"Sono semplicemente interessati al traffico di container", ha chiarito il presidente dell’autorità portuale di Trieste, Zeno D’Agostino.

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“Alcuni concessionari stanno portando avanti una trattativa da un certo tempo con una controparte cinese, la China Merchants, specializzata in gestione terminal container, anzi la principale compagnia terminalistica cinese, che entrerebbe in una società concessionaria di un terminal nel porto di Trieste. Nel porto di Trieste attualmente operano quasi tutte società straniere perchè è una società di diritto svizzero anche l’armatore di origine sorrentina Msc, tanto per fare un esempio. Quindi figurarsi se ci scandalizziamo se arrivano, tra gli altri, anche una società privata cinese”. Lo chiarisce in un’intervista alla Stampa il presidente dell’autorità portuale di Trieste, Zeno D’Agostino. E’ vero che state per vendere un pezzo del porto ai cinesi? “Assolutamente no. Chi lo pensa, evidentemente non ha idea di che cosa sia un porto, che è un pezzo del demanio pubblico e non si può vendere per definizione. A capo di ogni porto di valore nazionale c’è un’autorità di sistema portuale che è un’articolazione del ministero delle Infrastrutture. Personalmente io sono qui a Trieste dal febbraio 2015 a difendere un pezzo dell’interesse nazionale, figurarsi se svendo allo straniero”.

“I cinesi sono semplicemente interessati al traffico di container perché hanno capito che Trieste è una porta d’accesso privilegiata all’Europa”, chiarisce D’Agostino. “E noi, per pescaggio come per capacità di scambio con la ferrovia, e vista la condizione di porto franco, siamo all’avanguardia”.

Quanto al memorandum Italia-Cina, “non so niente. E’ una questione che attiene al governo centrale”, chiarisce D’Agostino.

“Da Washington sono stati sollevati dubbi di carattere militare, perchè hanno visto quel che è successo a Gibuti: lì, nell’Oceano Indiano, da un approccio commerciale è finita che i cinesi hanno impiantato una base militare, la prima fuori dal territorio nazionale. Ma è immaginabile un pericolo del genere a Trieste? Ce li vedete i soldati cinesi che si installano nell’Alto Adriatico? Io no”.

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Inoltre, ”È incredibile che a Bruxelles dicano di avere scoperto ora questo progetto, dato che ben due anni fa, quand’era ministro Graziano Delrio, sono stati presentati alla Commissione Europea i progetti di Trieste e di Genova come potenziali infrastrutture su cui la Cina poteva dimostrare il proprio interesse. I due progetti sono finiti legittimamente all’attenzione della Eu-China Connectivity Platform, un tavolo tecnico e politico coordinato dalla Commissione europea e in particolare dalla commissaria europea ai Trasporti, Violeta Bulc, slovena. Il nostro dialogo è andato avanti in una cornice istituzionale europea, con tutte le garanzie che dà un tavolo comunitario. E ora si meravigliano? Forse devo pensare che anche a Bruxelles la mano destra non sa quel che fa la sinistra?”. Il presidente dell’autorità portuale triestina aggiunge: “Noto che quando la compagnia marittima francese Cma Cgm ha firmato un accordo con la China Merchants per la vendita del 49% della sua società Terminal Link non ha fiatato nessuno. Eppure i cinesi hanno comprato quasi metà di una società francese che gestisce quindici importanti scali container, quasi tutti in Europa di cui uno a Marsiglia e un altro ad Anversa”.

Fonte: Askanews

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