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In Cina si discute possibile chiusura dei campi per i musulmani

© Sputnik . Igor Russak / Vai alla galleria fotograficaLa bandiera della Cina
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Nella Regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR), in futuro, i cosiddetti centri di riconversione professionale, nei quali vengono detenuti i musulmani, potrebbero essere chiusi. Tale dichiarazione è stata fatta dal capo della regione, Shokhrat Zakir, riporta South China Morning Post.

"Il numero di campi diminuirà gradualmente e anche il numero di persone in essi. Se un giorno la società non avrà più bisogno di centri di addestramento, scompariranno gradualmente ", ha detto.

Zakir è il primo rappresentante del governo in Cina ad aver apertamente dichiarato che il campo per i musulmani è una misura temporanea, ha detto il giornale. Non ha nominato il numero esatto d'internati, ma indica che sono meno di un milione.

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I campi hanno attirato l'attenzione della comunità internazionale dopo le presunte informazioni che indicavano l’internamento di quasi un milione di uiguri al loro interno e di rappresentanti di altre nazionalità musulmane per la rieducazione politica. A Pechino affermano che tali centri fanno parte di un programma per contrastare l'estremismo e che creano le basi per ottenere abilità lavorative. Allo stesso tempo, secondo coloro che sono passati attraverso la rieducazione, le persone nei campi vengono torturate.

Le autorità cinesi hanno a lungo negato l'imprigionamento dei musulmani in tali centri. Per la prima volta, l'esistenza dei campi è stata riconosciuta in Cina nell'ottobre 2018. Poi, in uno dei documenti ufficiali del parlamento della Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, è stato detto che gli viene insegnato diritto, e che "sono impegnati nell'educazione ideologica, aiutano a mettere ordine nei pensieri, a comportarsi correttamente e a imparare la lingua di stato", il cinese.

A Pechino, notano che attraverso la regione XUAR, la maggioranza dei cui abitanti professano l'Islam, gli islamici radicali dal Pakistan e dall'Afghanistan penetrano in Cina. Le misure del governo cinese nella regione mirano a contrastare il terrorismo e a controllare la popolazione musulmana.

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