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Stoltenberg: NATO deve prepararsi alla presenza dei missili russi nel mondo

© AFP 2021 / THIERRY CHARLIERNATO Secretary-General Jens Stoltenberg delivers a press conference after a NATO defence ministers' meeting at the NATO headquarters in Brussels on October 27, 2016
NATO Secretary-General Jens Stoltenberg delivers a press conference after a NATO defence ministers' meeting at the NATO headquarters in Brussels on October 27, 2016 - Sputnik Italia
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In Bulgaria il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha affermato che l'alleanza si impegna a salvare il Trattato INF, ma che allo stesso tempo deve prepararsi al fatto che ci saranno più missili russi nel mondo, scrive Le Figaro.

La NATO deve prepararsi ad un mondo in cui ci saranno missili russi, ha avvertito il Segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg. Allo stesso tempo, ha notato che l'organizzazione sta cercando di salvare il trattato INF e di evitare una nuova corsa agli armamenti, cita Le Figaro.

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"Chiediamo alla Russia di tornare a rispettare il trattato sui missili a medio e a corto raggio. Allo stesso tempo, dobbiamo essere preparati alla possibilità che il Trattato INF non ci sarà e che ci saranno più missili russi nel mondo", ha detto Stoltenberg a Sofia dopo i colloqui con il Primo Ministro bulgaro. Sebbene gli Stati Uniti siano stati i primi a ritirarsi formalmente dal trattato, accusano la Russia di violarlo, ricorda l'autore.

Gli esperti temono che questo potrebbe portare a una nuova corsa agli armamenti nucleari. Quindi, la Russia ha annunciato che in due anni svilupperà nuovi missili a terra.

"Questo trattato è stato necessario per il controllo degli armamenti per diversi decenni. La NATO non vuole una nuova guerra fredda, non vogliamo questa corsa agli armamenti", ha detto Stoltenberg.

Lo stesso primo ministro bulgaro, di fronte a Stoltenberg, ha ricevuto il primo ministro russo Dmitry Medvedev. Boyko Borisov ha notato che vuole "usare il potere della diplomazia al massimo per non avviare una corsa agli armamenti".

"La Bulgaria non è solo il "cavallo di Troia" della Russia nella NATO, ma è uno dei membri più disciplinati e fedeli della NATO", ha sottolineato.

Allo stesso tempo, la Bulgaria ha stretti legami economici e storici con la Russia, ricorda l'autore dell'articolo. Sofia dipende dalla Russia nella questione dell'energia. Infatti partecipa alla costruzione di un ramo del gasdotto Turkish Stream, ricorda Le Figaro.

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