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Scoperto antigelo nelle vene di misteriosi pesci artici

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Avete mai pensato a come i pesci riescano a vivere sotto lo zero nelle acque artiche? Di recente alcuni genetisti hanno finalmente trovato la risposta a questa domanda.

Marte - Sputnik Italia
Marte, Mars-Express fotografa un cratere pieno di ghiaccio
Il pesce ghiaccio (Chaenocephalus aceratus) vive nelle acque in prossimità delle coste antartiche e si distingue per una serie di caratteristiche molto specifiche. Una di queste è che il pesce ghiaccio non ha eritrociti responsabili del trasporto di ossigeno a cellule e tessuti. Per questo, il suo sangue è bianco e non rosso. Ad oggi è l'unico vertebrato conosciuto ad avere questa proprietà.

Per sopravvivere nelle acque gelide e compensare in qualche modo la mancanza di emoglobina (cioè la proteina che aiuta gli eritrociti a catturare l'ossigeno), il pesce ghiaccio è dotato di un cuore enorme e di un sistema circolatorio rafforzato. Il suo organismo produce glicoproteine che svolgono il ruolo di antigelo: infatti, abbassano la temperatura di congelamento dei liquidi all'interno del corpo.

Ricercatori dell'Istituto coreano di studi polari hanno scoperto che la sottospecie di pesci ghiaccio Notothenioidei si è staccata dalla specie principale circa 77 milioni di anni fa. Al tempo, la temperatura media in Antartide era di —1,9°C (circa 10-14 milioni di anni fa) e l'organismo dei Notothenioidei cominciò a elaborare meccanismi di resistenza al freddo. Nel loro articolo gli scienziati osservano che i geni che codificano la produzione di glicoproteine e altri aspetti biologici che permettono ai pesci di sopravvivere a temperature così basse sono più attivi del solito.

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L'analisi, inoltre, ha dimostrato che i pesci ghiaccio non hanno una parte di geni responsabili della regolazione dei ritmi cardiaci. E questo non sorprende: in Antartide il sole non tramonta mai d'estate e non nasce d'estate. Per questo non c'è nemmeno la necessità di regolare i ritmi cardiaci. Probabilmente nel corso dei processi evolutivi i geni all'inizio si sono semplicemente indeboliti perché non erano richiesti e poi sono stati eliminati nelle varie mutazioni.

Questi studi permettono agli scienziati di comprendere precisamente come gli animali riescano a sopravvivere a temperature molto basse. Proprio grazie a loro l'umanità capisce di volta in volta quanto elevata in realtà sia la nostra capacità di adattarci a qualsiasi condizione.    

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