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Il riscaldamento globale porterà ad un aumento della violenza

© REUTERS / Ronen ZvulunViolenza
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Sono stati scritti molti articoli riguardo all'influenza del cambiamento climatico sullo scioglimento dei ghiacci e sull'aumento della potenza distruttiva degli uragani.

Alcuni psicologi americani hanno condotto una ricerca sull'influenza indiretta che questi fattori hanno sull'aggressività. Le loro conclusioni sono piuttosto sconfortanti.

Secondo Craig Anderson, professore dell'Università dell'Iowa, il legame più evidente di tutti è quello fra l'aumento della temperatura e l'incremento di irritabilità e aggressività che portano a frequenti episodi di violenza.

Vi sono altri due legami poco evidenti e legati all'influenza che i cambiamenti climatici esercitano sulle calamità naturali, la riduzione del raccolto e l'instabilità economica.

Fenomeni come gli uragani e gli incendi boschivi non incrementano le violenze di per sé, ma i problemi economici, le migrazioni forzate e la lotta per le risorse deficitarie rendono la società più crudele. Il problema è che il riscaldamento globale durerà a lungo. Dunque, intere generazioni cresceranno in povertà, in famiglie spezzate, in perenne mancanza di cibo salutare e in mezzo ad adulti pronti a usare la violenza. Maggiore sarà la frequenza con cui si verificheranno uragani, inondazioni, siccità e carestie, più grave sarà l'influenza di questi fenomeni sulla società.

Emigrazione difficile

Alcune calamità naturali sono così persistenti o comunque hanno effetti così duraturi che obbligano grandi gruppi di persone a lasciare il loro Paese. Questi migranti ambientali potrebbero entrare in conflitto con le popolazioni locali per via delle risorse. Da qui deriva il rischio di instabilità politica, insurrezioni e guerre.

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Gli scienziati temono che le migrazioni ambientali possano davvero essere distruttive. Abbiamo già visto un caso simile con i profughi siriani. L'autore invita a vedere i profughi non come una minaccia per il proprio benessere, quanto come persone che necessitano di aiuto.

Anderson, inoltre, sostiene che al momento non vi siano né dati né una procedura per stimare quanto seria sia ognuna di queste minacce. Tuttavia, lo studioso citando altri studi afferma che nei Paesi più caldi si compiono più reati violenti e i livelli di povertà e disoccupazione sono maggiori.

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