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A rischio di estinzione uno dei simboli della Grecia

© Sputnik . Alexei Danichev / Vai alla galleria fotograficaГреческий остров Тасос
Греческий остров Тасос - Sputnik Italia
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I platani, da molto tempo associati alla provincia greca e più in generale alla Grecia, soffrono per il fungo Ceratocystis Platani.

Milioni di famosi alberi secolari potrebbero morire nei prossimi anni, avvertono gli ambientalisti.

All'ombra dei rami di questi alberi, gli abitanti della provincia trovano riparo dall'afa. I grandi e allo stesso tempo maestosi platani adornano quasi ogni piazza dei paesini della Grecia.

Non si tratta solo di una minaccia per queste iconiche piante secolari, che sono il simbolo della Grecia. L'infezione provocata dal fungo mette a rischio l'esistenza stessa dei platani. Questa epidemia ha già colpito migliaia di alberi in tutto il Paese.

Dal Peloponneso all'Epiro, "l'ulcera metacromatica" infetta le piante e le porta inevitabilmente alla morte, indipendentemente dall'età e dalle dimensioni dell'albero, "privando" così il paesaggio naturale greco del suo simbolo principale.

Secondo l'ambientalista Panayotis Tsopelas, ricercatore presso l'Istituto degli ecosistemi del Mediterraneo e dei boschi, se non verranno prese le misure appropriate, milioni di platani moriranno nel giro di pochi anni.

La malattia è provocata da un fungo particolare chiamato Ceratocystis Platani. Una peculiarità di questo fungo è che contagia solo i platani. La prima "vittima" di Ceratocystis Platani è stata scoperta in Grecia nell'autunno del 2003 nella Messenia. Nei quattro anni successivi l'infezione si è diffusa nell'Elide, e nei successivi 10 anni si è espansa in tutto il Peloponneso occidentale e nell'Epiro.

Secondo l'Istituto degli ecosistemi del Mediterraneo e dei boschi, oggi il problema è talmente grande che si può completamente perdere il controllo sulla diffusione dell'epidemia. Il fungo è già stato localizzato in Messinia, Laconia, Arcadia, Elide, Acaia, Corinto, Eubea, Macedonia, Focide, Euritania, Fitoide, Arta, Preveza, Ioannina, Tesprozia, Trikala e Grevena.

Nicoleta Suloti, una collega di Tsopelas, ricorda che questa pericolosa infezione è arrivata in Grecia molto probabilmente dall'Italia. Si è diffusa attraverso strumenti agricoli contaminati o l'esportazione di piante colpite dal fungo.

La malattia è così grave che quando un albero si infetta, è praticamente impossibile curarlo, gradualmente la pianta si secca e muore. Pertanto, il principale metodo di controllo è la prevenzione e la distruzione degli alberi colpiti per scongiurare la diffusione della malattia. Un altro metodo prevede l'uso di un erbicida specifico, che viene spruzzato sugli alberi sani che crescono accanto a quelli infetti.

Sia Tsopelas che la Suloti credono che la situazione sia al momento reversibile. Ma occorrono misure preventive a livello nazionale. Gli ecologisti sollecitano gli agricoltori e gli abitanti delle campagne ad intraprendere le misure necessarie per pulire e disinfettare in tempo gli strumenti di lavoro e gli escavatori.

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