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Mosca scettica su invio di soldati USA in Venezuela paventato da Trump

© REUTERS / Miraflores PalaceNicolás Maduro, presidente de Venezuela
Nicolás Maduro, presidente de Venezuela - Sputnik Italia
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Gli Stati Uniti non si cimenteranno in un'avventura militare in Venezuela e non oseranno mandare i propri soldati in questo Paese, ha detto a Sputnik il vicepresidente della commissione Esteri della camera alta del Parlamento russo Vladimir Dzhabarov.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato in un'intervista alla CBS di considerare l'invio dell'esercito in Venezuela come "una delle opzioni".

"Non penso che gli Stati Uniti intraprenderanno questa avventura militare, altrimenti in Venezuela si scatenerà un potente movimento di guerriglia, a cui potranno aggiungersi volontari di altri Paesi simpatizzanti per il presidente venezuelano Nicolas Maduro", ha affermato Dzhabarov.

Secondo il senatore, con affermazioni del genere Trump cerca di "spingere le forze armate venezuelane a violare il giuramento e tradire la leadership legittimamente eletta".

Il politico russo ha osservato che molto probabilmente la dichiarazione di Trump sul possibile invio dei militari americani in Venezuela è paragonabile con le sue precedenti affermazioni, in cui "a modo suo dice una cosa oggi, ma si smentisce il giorno dopo".

"L'esercito statunitense in Venezuela negli occhi degli stessi americani e del mondo intero sarà provocante. Sono convinto che non si arriverà a questo," ha detto Dzhabarov.

In Venezuela il 21 gennaio sono scoppiate le proteste contro il presidente in carica Nicolas Maduro. Successivamente il leader dell'opposizione Juan Guaidò si è autoproclamato capo di Stato durante il "governo provvisorio". E' stato immediatamente riconosciuto dagli Stati Uniti.

Anche il Canada, l'Argentina, il Brasile, il Cile, la Colombia, la Costa Rica, il Guatemala, l'Honduras, Panama, il Paraguay, il Perù e la Georgia hanno riconosciuto Guaidò.

Maduro ritiene che il presidente del Parlamento sia un "fantoccio di Washington". Ha inoltre accusato gli Stati Uniti del tentativo di condurre un colpo di stato. L'esercito si è schierato dalla parte del presidente legittimo Nicolas Maduro.

In una conversazione telefonica il presidente russo Vladimir Putin ha espresso il proprio sostegno a Maduro sullo sfondo dell'aggravamento della crisi interna. Altri Paesi, in particolare Cina, Turchia, Bielorussia, Indonesia, Iran e Italia, si sono rifiutati di riconoscere Guaidò come capo di Stato.

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