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Bolton su Maduro "si tolga di mezzo davanti agli aiuti umanitari USA", Caracas risponde

© AP Photo / Alex BrandonJohn Bolton
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La Colombia ha confermato in precedenza che stava istituendo una struttura per la raccolta di aiuti umanitari per il Venezuela, dopo che l'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) ha dichiarato di aver parlato con il presidente provvisorio, Juan Guaidò, che ha accettato di "collaborare per aiutare ripristinare la democrazia".

Il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza ferocemente rimproverato del consigliere della sicurezza nazionale di Trump, John Bolton, che ha chiesto al presidente Nicolas Maduro di "togliersi di mezzo" dagli aiuti statunitensi per il Venezuela.

"Coloro che conducono guerre ingiuste nel mondo, devastano popolazioni civili innocenti, sottopongono le economie ai blocchi, provocano morte, fame, distruzione e sofferenza poi etichettano le loro azioni come UMANITARIE. Non c'è nulla di più INUMANO e cinico dell'imperialismo", ha scritto Arreaza in un tweet in risposta a Bolton.

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In precedenza, il funzionario dell'amministrazione Trump ha scritto in un tweet che "in base alla richiesta del presidente ad interim Juan Guaidò," gli Stati Uniti avrebbero inviato aiuti umanitari "per il popolo del Venezuela" e ha chiesto che il presidente democraticamente eletto Nicolas Maduro "si togliesse di mezzo ".

Bolton ha creato polemica la scorsa settimana quando, durante una conferenza stampa che annunciava nuove sanzioni contro Caracas, ed è stato fotografato con un blocco note giallo sul quale si leggeva "5.000 truppe in Colombia", suggerendo che Washington potrebbe considerare dei piani per schierare truppe nel paese latinoamericano confinante con il Venezuela per aiutare un'invasione sostenuta dagli Stati Uniti.

Sabato, il presidente colombiano Ivan Duque ha confermato che il suo governo consentirebbe la creazione di una struttura per la raccolta di aiuti umanitari per "il popolo fraterno del Venezuela" a Cucuta, una città nella Colombia nord-orientale al confine con il Venezuela. Il presidente autoproclamato Juan Guaidò ha ringraziato Duque per il gesto.

In precedenza, Guaidò ha dichiarato che sarebbero state create tre strutture di aiuti esteri, una in Colombia, una in Brasile e un'altra su un'isola nel Mar dei Caraibi.

La scorsa settimana, l'amministratore di USAID Mark Green ha dichiarato di aver tenuto colloqui con Guiadò in cui i due hanno discusso della "terribile situazione umanitaria" in Venezuela e hanno espresso un "reciproco impegno a collaborare per ripristinare la dignità, i diritti umani e la democrazia in Venezuela".

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Il Venezuela ha dovuto affrontare per anni disordini economici a seguito del collasso globale dei prezzi del petrolio, che ha portato a un'iperinflazione e alla carenza di cibo e altri beni strettamente controllati e sovvenzionati dal governo. Il governo venezuelano ha accusato l'opposizione, gli oligarchi locali e gli interessi stranieri, così come le sanzioni statunitensi, per la crisi, mentre l'opposizione ha citato restrizioni valutarie, cattiva gestione economica e ostacoli alle attività economiche straniere.

La gente sabato è scesa per le strade di Caracas e in altre città venezuelane, con i manifestanti che appoggiano Guaidò, leader dell'opposizione, contro i manifestanti che sostengono il governo.

La crisi in Venezuela è entrata in una nuova fase il 23 gennaio, quando Guaidò ha denunciato Maduro e si è proclamato presidente ad interim del paese dopo una telefonata con il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence. Gli Stati Uniti, i loro alleati in America Latina, il Canada e diverse potenze europee hanno espresso il loro sostegno a Guaidò. Russia, Cina, Messico, Iran, Turchia, Cuba, Bolivia e Nicaragua hanno espresso il loro sostegno a Maduro come presidente legittimo del Venezuela e hanno invitato i poteri esterni a non intromettersi negli affari interni del Venezuela. 

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