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Guaidò: venezuelani non hanno paura della guerra civile

© REUTERS / Carlos Garcia RawlinsVenezuelan opposition leader and self-proclaimed interim president Juan Guaido accompanied by his wife Fabiana Rosales, speaks to the media after a holy mass in Caracas, Venezuela, January 27, 2019
Venezuelan opposition leader and self-proclaimed interim president Juan Guaido accompanied by his wife Fabiana Rosales, speaks to the media after a holy mass in Caracas, Venezuela, January 27, 2019 - Sputnik Italia
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Secondo il leader dell'opposizione anti-Maduro, le proteste antigovernative continueranno.

Il leader dell'opposizione venezuelana Juan Guaidò ritiene che il 90% dei propri concittadini voglia il cambiamento. Lo ha affermato oggi intervenendo alla manifestazione antigovernativa a Caracas.

"Nessuno qui ha paura della guerra civile, perché il 90% del Paese vuole cambiare, nessuno in Venezuela è disposto a sacrificarsi per un dittatore che non può offrire alcuna soluzione alla gente", riporta in un tweet le parole di Guaidò il giornalista venezuelano Gabriel Bastidas.

Il politico ha inoltre aggiunto che le proteste antigovernative continueranno.

"Questo movimento non può essere fermato. Ma hanno persino pensato che ci avrebbero fermato mediante l'intimidazione".

In Venezuela il 21 gennaio sono scoppiate le proteste contro il presidente in carica Nicolas Maduro. Successivamente il leader dell'opposizione Juan Guaidò si è autoproclamato capo di Stato durante il "governo provvisorio". E' stato immediatamente riconosciuto dagli Stati Uniti.

Anche il Canada, l'Argentina, il Brasile, il Cile, la Colombia, la Costa Rica, il Guatemala, l'Honduras, Panama, il Paraguay, il Perù e la Georgia hanno riconosciuto Guaidò.

Maduro ritiene che il presidente del Parlamento sia un "fantoccio di Washington". Ha inoltre accusato gli Stati Uniti del tentativo di condurre un colpo di stato. L'esercito si è schierato dalla parte del presidente legittimo Nicolas Maduro.

In una conversazione telefonica il presidente russo Vladimir Putin ha espresso il proprio sostegno a Maduro sullo sfondo dell'aggravamento della crisi interna. Altri Paesi, in particolare Cina, Turchia, Bielorussia, Indonesia, Iran e Italia, si sono rifiutati di riconoscere Guaidò come capo di Stato.

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