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Venezuela, Banca centrale russa: il paese non ha mantenuto qui le sue riserve auree

© Sputnik . Natalia SeliverstovaBanca centrale della Russia
Banca centrale della Russia - Sputnik Italia
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Il quotidiano Novaya Gazeta ha scritto che nel gennaio 2019 c'erano circa 30 tonnellate d'oro appartenenti a Caracas nelle casseforti CBR.

I rapporti secondo cui il Venezuela ha mantenuto le sue riserve auree in Russia sono false. Lo ha assicurato il governatore della Banca Centrale di Russia (CBR), Elvira Nabiullina.

Juan Guaido, President of Venezuela's National Assembly, holds a copy of Venezuelan constitution during a rally against Venezuelan President Nicolas Maduro's government and to commemorate the 61st anniversary of the end of the dictatorship of Marcos Perez Jimenez in Caracas, Venezuela January 23, 2019 - Sputnik Italia
Parlamento europeo riconosce Guaidò presidente del Venezuela

"Questo non è vero", ha detto Nabiullina alla domanda se il Venezuela ha davvero mantenuto le sue riserve auree in Russia.

Il quotidiano Novaya Gazeta ha scritto che nel gennaio 2019 c'erano circa 30 tonnellate d'oro appartenenti al Venezuela nelle casseforti CBR. Il giornale russo ha sostenuto che l'oro avrebbe potuto essere consegnato a Dubai, venduto, e poi i soldi consegnati a Caracas.


Le proteste di massa sono iniziate in Venezuela il 21 gennaio. Secondo le organizzazioni non governative, 791 persone sono state arrestate durante le manifestazioni, 29 persone sono state uccise.

Sulla scia delle proteste, il presidente dell'Assemblea Nazionale del paese, Juan Guaidò, con il sostegno degli Stati Uniti, si è dichiarato capo provvisorio di stato.

Il presidente legittimo del paese, Nicolas Maduro, ha definito Guaidò un "fantoccio di Washington". Mosca condivide la sua posizione.

Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna il 26 gennaio hanno dichiarato che avrebbero riconosciuto Guaidò come presidente a interim del paese se nuove elezioni non fossero state annunciate in Venezuela entro otto giorni.

Ora, Stati Uniti, Brasile, Canada, Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay, Perù, Georgia, Albania e un certo numero di altri paesi hanno riconosciuto Guaidò come capo di stato a interim.

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