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Tracce dei vichinghi nel DNA degli uomini contemporanei

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Alcuni biologi molecolari britannici hanno elaborato un nuovo metodo di analisi del genoma che permette di determinare con estrema precisione le percentuali di DNA ereditate da diverse popolazioni antiche. Questo contribuirà a rintracciare tutti i discendenti dei vichinghi, degli antichi giudei, degli slavi e di altri popoli antichi.

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"Gli antichi avevano un DNA molto più variegato del nostro. E sebbene noi siamo molti di più, noi siamo meno diversi l'uno dall'altro. Questo e la bassa qualità del DNA antico a nostra disposizione ci impediscono di seguirne la diffusione", spiega Eran Elhaik dell'Università di Sheffield (UK).

Negli ultimi anni gli scienziati hanno scoperto molte cose riguardo la vita in Europa e in altre zone del mondo durante l'Età della pietra quando non era ancora stata inventata la scrittura. Ci sono riusciti grazie alla scoperta di metodologie per l'estrazione del DNA dai resti di umani e animali e a un approccio integrato sui generis tra chimica, fisica e archeologia.

Ad esempio, studiando i genomi degli antichi Sciti e dei loro cavalli, gli scienziati di recente hanno scoperto che questo popolo ha introdotto una propria specie di cavalli le cui tracce genetiche non si sono conservate nei loro simili contemporanei. L'anno scorso taluni ricercatori spagnoli hanno svelato il mistero del "primo genocidio d'Europa" comparando i genomi dei primi agricoltori e degli ultimi cacciatori del sub-continente.

Ma i primi esperimenti con il DNA estratto hanno dimostrato che i test genetici oggi popolari per determinare l'origine, come sottolinea Elhaik, sono ben lungi dal trovare in modo corretto le tracce di simili popolazioni umane antiche. Questo ci impedisce di determinare come si verificarono le loro migrazioni, con chi entrarono in contatto e come le loro tracce si sono conservate fino a oggi.

Elhaik e i suoi colleghi hanno risolto questo problema analizzando 300 genomi antichi estratti dai resti degli antichi abitanti di civiltà europee ed eurasiatiche.

Mettendo a confronto il loro DNA, hanno evidenziato quelle piccole mutazioni che erano caratteristiche di tutti i membri di questi popoli e hanno elaborato una nuova versione del test genetico sull'origine.

È sufficiente un numero relativamente piccolo di "segnali" (in tutto 13.000 mutazioni semplici) per trovare in modo preciso le tracce degli antichi popoli nel DNA degli uomini contemporanei.

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Ad esempio, gli scienziati hanno evidenziato alcune decine di "etichette" uniche caratteristiche degli antichi vichinghi svedesi, degli antichi indoeuropei delle steppe caspiche della Russia, dei primi abitanti di Israele e dei primi agricoltori dell'Europa centrale.

Secondo Elhaik, un piccolo numero di mutazioni simili permette di cercare queste tracce di antichi popoli impiegando i più semplici e accessibili test genetici. Questo non solo aumenterà il loro grado di precisione, ma permetterà anche agli storici e ai genetisti di avere un quadro più dettagliato delle migrazioni effettuate dagli antichi abitanti del Vecchio Mondo secoli e millenni fa.

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