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Consiglio della Federazione: niente fermerebbe gli USA se volessero attaccare la Siria

© REUTERS / Marius BoschA U.S. soldier runs at a coalition forces forward base near West Mosul, Iraq June 21, 2017, where Iraqi security forces are fighting Islamic State
A U.S. soldier runs at a coalition forces forward base near West Mosul, Iraq June 21, 2017, where Iraqi security forces are fighting Islamic State - Sputnik Italia
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Il capo del comitato internazionale del Consiglio della Federazione, Konstantin Kosachev, ritiene che se gli Stati Uniti volessero attaccare la Siria, non verrebbero fermati da nessuna ragione, "a esclusione di quelle politiche nazionali americane".

Mercoledì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che gli americani possono usare l'Iraq come base per le azioni in Siria, se necessario.

"Suppongo che la dichiarazione in sé non cambierà nulla nella situazione attuale. Gli americani sono in Iraq (a differenza della Siria) per ragioni piuttosto legali, perché sostengono il governo locale nella lotta ai terroristi. Se volessero attaccare la Siria, è improbabile che vengano fermati da una qualsiasi ragione, "a esclusione di quelle politiche nazionali americane", ha scritto Kosachev su Facebook.

Secondo lui, Trump vuole dimostrare l'intenzione di abbandonare il ruolo di "gendarme mondiale" con le missioni che porterebbero allo spargimento di sangue di americani per paesi "di cui la maggioranza non ha mai sentito nulla".

D'altra parte, il presidente americano, "ovviamente, ha bisogno di ridurre il malcontento tra i repubblicani per la decisione di ritirare l'esercito americano dalla Siria, che ha già portato alle dimissioni del capo del Pentagono James Mattis", ha detto Kosachev.

Ha aggiunto che ha senso ricordare agli Stati Uniti a tutti i livelli che le azioni militari in un paese vicino senza il consenso della sua leadership o un mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sono un'interferenza forte negli affari interni di uno stato sovrano. "Inoltre l'adempimento della stessa missione di "gendarme mondiale", che Washington non ha concesso a nessuno, tranne agli stessi Stati Uniti, come si dice, se hanno deciso di abbandonarla che l'abbandonino" riassume Kosachev.

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