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“Per il Brasile di Bolsonaro sarebbe un suicidio allontanarsi da Cina e BRICS”

© REUTERS / Ricardo MoraesJair Bolsonaro, candidato à Presidência do Brasil, ao votar no primeiro turno das eleições, em 7 de outubro de 2018
Jair Bolsonaro, candidato à Presidência do Brasil, ao votar no primeiro turno das eleições, em 7 de outubro de 2018 - Sputnik Italia
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Le dichiarazioni del nuovo presidente Jair Bolsonaro e dei suoi stretti collaboratori ci fanno pensare che con l'avvento del nuovo governo, la politica estera brasiliana cambierà un po', mettendo in discussione la futura partecipazione e il ruolo del Paese nelle organizzazioni internazionali.

Michel Temer, che presto lascerà la presidenza, ha recentemente dichiarato di aver "rassicurato" i leader dei BRICS in merito al presidente neoeletto e al suo governo. Secondo Temer, in ambito economico "non ci saranno cambiamenti". Ma la posizione del Brasile resterà la stessa relativamente ai BRICS?

In un'intervista con Sputnik il professore dell'università brasiliana di Campinas (Unicamp), Bruno de Conti ha commentato le prospettive dei BRICS.

Secondo l'economista, il Brasile non lascerà il gruppo per una semplice ragione: la dipendenza dalla Cina. Se il Brasile si allontanerà dalla Cina, sarebbe un suicidio per Bolsonaro.

"Non penso che il presidente uscirà dai BRICS, per una semplice ragione: il Brasile è fortemente dipendente dalla Cina all'interno dei BRICS". Da un punto di vista commerciale ed economico sarebbe un suicidio per Bolsonaro se decidesse di prendere le distanze dalla Cina", ha detto l'interlocutore di Sputnik.

Allo stesso tempo l'esperto non ha escluso che i BRICS possano cessare di essere una priorità nella politica estera brasiliana.

"Sotto Dilma Rousseff abbiamo osservato un grande interesse da parte sua e del suo governo per avvicinarsi al gruppo, come per l'istituzione della banca dei BRICS a Shanghai e in molte altre cose. Ora non sarà così. L'obiettivo è un riavvicinamento con gli Stati Uniti", ha ricordato l'esperto.

Allo stesso tempo l'economista ha sottolineato che anche durante la presidenza di Temer il Paese è stato meno focalizzato sul gruppo dei BRICS, quindi in questo senso la politica estera di Bolsonaro sarebbe solo il proseguimento dell'attuale corso avviato dal capo di Stato uscente.

In conclusione l'economista ha notato che la posizione del nuovo governo nei confronti dei BRICS sarà più chiara durante il 10° vertice del blocco che si svolgerà in Brasile nel 2019.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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