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The Hill: Gli USA hanno rinunciato all'Artico

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Lo stanziamento di cinque miliardi di dollari per la costruzione del muro al confine con il Messico dimostra che Washington ha rinunciato all’aumento della presenza americana nell'Artico. Lo afferma Raphael Bernal in un editoriale sul quotidiano The Hill di oggi.

Il disegno di legge sugli stanziamenti per la sicurezza interna, prevedeva l'assegnazione di 750 milioni di dollari per la costruzione di una nave rompighiaccio destinata all'esercito. Tuttavia questa voce è esclusa dal documento su iniziativa di alcuni parlamentari.

Secondo l'autore, dato che i fondi del bilancio amricano sono spesi per altri obiettivi, Washington non sarà in grado di espandere la sua presenza nell'Artico. Egli osserva che, riducendo lo spessore del ghiaccio artico, c'è la possibilità di sfruttare nuovi giacimenti e nuove rotte commerciali. 

La Russia, sottolinea Bernal, possiede quaranta rompighiaccio, mentre gli Stati Uniti ne hanno soltanto due. Uno di questi, il Polar Star, di base nell'Antartide, è già obsoleto.

In precedenza, il comandante della Guardia costiera statunitense, Karl Schulz, ha dichiarato che se Washington rinuncia al controllo della situazione nell'Artico, lo faranno i u suoi rivali. Tuttavia il presidente Donald Trump, conclude l'autore, preferisce attribuire maggiore importanza al muro sul confine con il Messico invece che all'Artico.

Secondo gli esperti, il sottosuolo artico nasconde circa 10 miliardi di tonnellate di petrolio e circa 1550 miliardi di metri cubi di gas naturale. Oltre agli idrocarburi, l'Artico è ricco di platino e altri minerali.    

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