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“Le stagioni russe": progetto culturale che rimarrà nel cuore degli italiani

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Oltre 60 concerti di musica sinfonica, più di 50 rappresentazioni teatrali, più di 50 spettacoli di balletto e, ancora, mostre, esposizioni di raccolte dei più grandi musei russi, incontri e proiezioni cinematografiche...

Oltre 60 concerti di musica sinfonica, più di 50 rappresentazioni teatrali, più di 50 spettacoli di balletto e, ancora, mostre, esposizioni di raccolte dei più grandi musei russi, incontri e proiezioni cinematografiche, per un complesso di 310 eventi, nel quale sono state coinvolte più di 70 città italiane, hanno costruito il programma del grandioso Festival "Le Stagioni Russe" presentato lo scorso gennaio a Roma, presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, nell'ambito del Tour del Teatro Statale Accademico di Mariinskiy sotto la direzione del Maestro Valerij Gerghiev. 

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Il festival "Stagioni Russe" come marchio mondiale, fa riferimento alle stagioni di Diaghilev, ma è un vero e proprio progetto moderno patrocinato dal Governo della Federazione Russa e varato sotto la supervisione del ministero della cultura che ha come obbiettivo la diffusione della cultura russa nel mondo.

"La rinascita di questo progetto porterà a un cambiamento qualitativo dei legami culturali e umanitari nello spazio mondiale e, speriamo, all'emergere di nuove grandi opere culturali ─ ecco l'obiettivo principale del festival "Le stagioni russe" in diversi paesi", — ha sottolineato il Vice Primo Ministro della Federazione Russa Olga Golodets.

Il progetto ha raggiunto il suo ambizioso target? Per fare il punto Sputnik Italia si è rivolto a Roberto Giovanardi, direttore generale dell'Ater(Associazione Teatrale Emilia Romagna), il noto impresario che da molti anni organizza in Italia esibizioni di artisti russi.

— Dott. Giovanardi, cinque milioni di spettatori in 70 città italiane hanno assistito alle iniziative di Stagioni Russe — progetto-vetrina del meglio della cultura russa. Le Sue aspettative che aveva all'inizio di quest'anno si sono completamente materializzate?

— Le aspettative sono state pienamente rispettate anzi credo che se avessimo avuto più tempo per promuoverle e programmarle avremmo avuto un esito ancora più positivo. 

— Nell'ambito del Festival si sono svolte oltre 300 eventi culturali. Potrebbe indicare i più significativi, anche se immagino, non è un'impresa facile perché la scelta è talmente vasta?

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— Io posso parlare solo di quello che ha fatto l'ATER, non sarebbe serio da parte mia citare solo alcune e tralasciare altre. Noi abbiamo iniziato a febbraio con il Balletto Yakobson di San Pietroburgo in tournée in varie città italiane con un classico come Bella Addormentata ma anche con una miscellanea delle Miniature Coreografiche che hanno riportato alla attenzione di pubblico e critica il lavoro di questo grande coreografo. Poi il Moiseyev Ballet a Torino in Piazza Castello; un vero trionfo di pubblico per un genere "ever green" la grande danza popolare russa e dal mondo. Il Teatro delle Marionette di Serguej Obraszov in tournée in Italia con Concerto Straordinario e Aladino, uno spettacolo per grandi e bambini di fortissima presa, di altissima qualità. Poi di pochi giorni fa la tournée del Teatro Musicale dei Giovani di Alexandr Fiodorov con lo spettacolo il Sogno della Pioggia. Debutto a Como dove con ASLICO hanno maturato una grande esperienza in tema di teatro musicale per e con i giovani.

Ha debuttato a Rimini al Teatro Galli (riaperto dopo 75 anni!) lo spettacolo-concerto Pas de Deux for Toes and Fingers con Svetlana Zakharova e Vadim Repin. Un trionfo! Applausi e chiamate a non finire per celebrare due artisti di fama mondiale uniti nell'arte come nella vita. Ultimo appuntamento " dulcis in fundo " il Teatro Mariinsky che sotto la direzione del maestro Valerij Gerghiev porterà la settimana prossima Simone Boccanegra di Verdi al Teatro Galli di Rimini. Gerghiev ha aperto le Stagioni Russe in Italia a gennaio a Roma con Ciaikovski e ritorna in chiusura a Rimini con Verdi. Un perfetto abbraccio tra i due compositori che maggiormente rappresentano i nostri due Paesi.

— Ha avuto qualche feedback da parte del pubblico italiano sugli eventi organizzati da Lei? 

— Feedback solo positivi. Posso citare enti pubblici e privati che hanno accolto gli spettacoli di cui al punto 2: comuni come Torino, Rimini, Reggio Emilia, Milano. Teatri come la Regina Cattolica, Municipale di Piacenza, Regio di Torino, Comunale di Como ecc. L'elenco sarebbe davvero lungo. Poi ci sono le rassegne stampa locali e nazionali a documentare se fu vera gloria.

— Ho partecipato quest'anno al VII Forum culturale internazionale di San Pietroburgo dove l'Italia ha preso parte in qualità di Paese ospite d'onore. Come giudica questo evento?

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— Ho partecipato al Forum delle Culture, è la quarta volta ed ogni volta è sempre più ricco di incontri, di spettacoli, di occasioni di dibattito. Un "Stati Generali della cultura" davvero unico al mondo. Quest‘anno l'ospite d'onore era l'Italia che era presente con le massime autorità istituzionali (Ministro e funzionari di massimo livello del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali) e con personaggi di alto profilo per il Cinema, teatro, la musica, la danza. Io sono stato invitato a coordinare la parte italiana di una interessante tavola rotonda con oggetto "le influenze del balletto italiano nel balletto russo". Boris Eifman a capo di questa sezione ha riunito personaggi del calibro di Oleg Vinogradov coreografo e già Direttore del Balletto Marinsky oltre a Azary Plisetzky grande maître de Ballett oggi in forza al Bejart Ballet Lausanne. Per parte italiana eravamo presenti con Valeria Crippa storica della danza e critico del Corriere della Sera, Francesca Pedroni, storica e docente alla Accademia della Scala. Inoltre era presente Donatella Ferrante dirigente per la Danza al Ministero dei Beni e Attività Culturali. Per la parte spettacoli la danza era rappresentata dall'Aterballetto che ha presentato al Teatro Mikhailovsky un programma accolto con vere e proprie ovazioni. Il Forum nel suo insieme è un'occasione unica e preziosa per incontri, per dibattiti, per una conoscenza dello stato della cultura russa ma non solo.

— Il 2020 è già stato annunciato l'anno degli interscambi culturali tra i giovani italiani e russi. A Suo avviso, tenendo presente la frequenza con la quale nascono questi anni incrocciati, cultura può davvero influenzare il miglioramento e lo sviluppo delle relazioni internazionali?

— Direi che questa affermazione è avvalorata dai fatti. La presenza di artisti russi in Italia e viceversa non è minimamente scalfita da prese di posizione politiche e di carattere internazionale. L'attività resta determinata dalle scelte artistiche, dal valore delle proposte, dagli aspetti economici. Non certo (almeno per quanto io vedo e sento) da fattori ideologici. Più ci parliamo con il linguaggio dell'arte e della cultura e più ci capiamo, ci avviciniamo, ci rispettiamo e magari ci amiamo. Non è blanda retorica è concreta realtà!

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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