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Come scegliere un buon whisky? La risposta dai chimici di Mosca!

© AFP 2021 / Derek Blair Uomo beve whisky scozzese
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Gli scienziati russi hanno messo a punto un metodo che permette di determinare in modo rapido e conveniente la qualità del whisky e la sua origine. La descrizione di questo metodo e i risultati dei test sono stati presentati sul Microchemical Journal.

"La nostra versione della fluorimetria permette non solamente di valutare la qualità del whisky, ma anche di comparare e distinguere altri prodotti e di identificare i falsi. Inoltre, speriamo che possa evidenziare anche la presenza di determinate patologie nell'uomo e negli animali", spiega Stepan Kalmykov, facente le veci di decano della facoltà di chimica dell'Università Statale di Mosca.

Il whisky è una delle bevande alcoliche più forti ed aromatiche che l'umanità abbia mai inventato. La sua produzione è un processo complesso in più fasi durante il quale l'alcol puro, ottenuto dalla fermentazione dell'orzo o della segale, viene tenuto in botti di quercia a determinate temperature per almeno 3 anni.

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Di recente gli scienziati hanno scoperto che il whisky non è complicato solo per il modo in cui si produce, ma anche per la sua composizione. Infatti, si tratterebbe di un liquido stratificato il cui comportamento varia sensibilmente con l'aggiunta d'acqua. Come osservano Kalmykov e colleghi, queste proprietà del whisky rendono molto complicato determinare la composizione della bevanda e identificare i falsi che spesso vengono venduti. Tuttavia è stato possibile semplificare l'analisi: infatti, i chimici hanno prestato attenzione al fatto che varie componenti del whisky influenzano in modo singolare il comportamento di molecole luminose.

Cioè, se si prendono alcune decine di sostanze fluorescenti, le si mescola a piccole dosi di whisky e si osserva lo spettro luminoso, è possibile determinare con precisione la composizione della bevanda e la concentrazione di ogni singola molecola.

Gli scienziati hanno comprato decine di tipologie di whisky, fra cui anche le arcinote Jack Daniels, Jameson e White Horse, e le hanno confrontate facendo affidamento ai dati ottenuti studiando lo spettro luminoso.

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Come hanno evidenziato i test, tutte le tipologie di whisky erano diverse per composizione, ma le versioni regionali erano molto simili fra loro. Dunque, per distinguerle e determinarne l'autenticità, non servono molti coloranti, ma solamente una molecola luminosa a base di rutenio.

Secondo i chimici, così è possibile comparare e studiare non solamente i whisky, ma anche altre bevande alcoliche complesse, come vino e champagne, nonché altri prodotti, come miele, sidro di mele o plasma sanguigno. La qualità di quest'analisi, come confermano i ricercatori, non ha nulla da invidiare alla cromatografia o alla spettrometria, avviene in pochi secondi e non richiede grandi investimenti in strumentazione e sostanze. 

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