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Zeit: migranti che vivono negli USA raccontano del fallito "sogno americano"

CC BY 2.0 / HarshLight / FlagLa bandiera americana
La bandiera americana - Sputnik Italia
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Die Zeit ha parlato delle storie di cinque migranti che ora vivono negli Stati Uniti. Dicono di sentire la propria alienazione e l'antipatia da parte dei locali. Secondo loro, l'arrivo al potere di Donald Trump ha cambiato il clima pubblico e ha aumentato la quantità di xenofobia.

Pertanto, molti hanno nostalgia della patria e stanno anche pensando di tornare indietro. I migranti che vivono negli Stati Uniti hanno detto a Die Zeit della loro vita durante il governo Donald Trump. Mark Skaltenberry, 40 anni, ingegnere della Guyana, dice che molti di coloro che raggiungono gli USA credono che sia il paradiso, ma, in realtà, il "sogno americano" non esiste. Inoltre, la popolazione locale non ha fretta di salutare i nuovi arrivati. Mark dice che il razzismo in America è "onnipresente": ha recentemente acquistato una casa in un quartiere "bianco" e ha costantemente ricevuto occhiatacce. Inoltre, dopo che è diventato presidente Donald Trump, il razzismo "ha alzato la testa", perché Trump alimenta questo comportamento e per gli altri costituisce esempio. Skaltenberry ha paura che Trump abbia "darà vita a qualcosa di più grande".

President Donald Trump speaks during an event to salute U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) officers and U.S. Customs and Border Protection (CBP) agents in the East Room of the White House in Washington, Monday, Aug. 20, 2018 - Sputnik Italia
Trump esorta il Messico a non far arrivare i migranti al confine USA

Il costruttore Vicente Cardos, originario del Messico, ha detto che sta male a sentire quello che Trump dice sui messicani. Vede Trump come un uomo poco professionale e maleducato. Inoltre, Cardos definisce le parole di Trump sui migranti "false", ricordando che gli americani erano inizialmente una nazione di migranti, ha paura di esprimere la propria opinione ad alta voce, perché tutto ciò può essere poi usato contro di lui.

La donna delle pulizie del Suriname Lynette Narin, dice che quando si era trasferita negli Stati Uniti, tutto andava bene, ma da allora la situazione è cambiata drasticamente, il tasso di criminalità è aumentato e ci sono più senzatetto. Anche lei non si sente benvenuta, e dà la colpa a Donald Trump, che ha cambiato il clima sociale nel paese. A suo parere, a causa di Trump, molti americani sentono che possono essere razzisti. Inoltre, Narin si lamenta che le cose sono molto costose negli Stati Uniti e deve lavorare tutti i giorni per pagare le bollette e nutrire la famiglia.

 Il neurochirurgo dall'Egitto Ahmed Elsharkaui, vive a Buffalo, dice che, essendo musulmano, è molto turbato dalle parole di Trump sui musulmani. Si rammarica anche di notare un aumento del sentimento xenofobo negli Stati Uniti.

La cameriera Cassia Rodriguez del Brasile è delusa dal "sogno americano": ammette che la vita in America è in realtà molto più difficile di quanto sembri. Si lamenta del fatto che gli americani sono costantemente stressati, lavorano sempre e pensano ai soldi e non percepiscono i migranti come "uguali". Inoltre, Rodriguez, osserva un deterioramento della percezione generale dei migranti con l'arrivo al potere di Trump. "Riteniamo che non siamo più felici qui", dice.

Tutti migranti intervistati hanno ammesso che ancora sentono il legame con la patria e hanno nostalgia, e non si sentono americani. Alcuni pensano anche di tornare a casa.

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