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“La Ue è contro di noi per motivi politici” (così Di Maio)

© AFP 2021 / Andreas SolaroLuigi Di Maio
Luigi Di Maio - Sputnik Italia
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La posizione della Ue sulla manovra italiana “dipende dalla natura politica di questo governo.

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Manovra, Di Maio: no guerra con Ue, ma punti cardine non cambiano
Dal fatto di trovarci in un momento storico dove alcune forze politiche non sopravviveranno alle elezioni europee: i cittadini daranno un segnale di cambiamento a tutto l'establishment europeo a maggio. Lo dice Luigi Di Maio, vicepremier e capo politico del M5s, in un'intervista al quotidiano spagnolo El Pais. "Il giorno dopo la formazione del governo abbiamo già cominciato a ricevere gli attacchi dei Commissari dell'Ue. Non è facile pensare che possa essere una questione di merito e non di pregiudizio". Nè, è l'opinione di Di Maio, la posizione Ue può dipendere dai toni usati da lui o Salvini: "Il mio tono prima delle elezioni e quello di ora è lo stesso. E quello di Salvini, direi che è persino diminuito. Cambiare ciò che siamo sarebbe ipocrita e non appartiene alla natura delle nostre forze politiche".

Ma, avverte Di Maio, "l'opinione pubblica italiana non capirà come mai potrà essere attivata una procedura di questo tipo contro una Legge di Bilancio che, tra le altre cose, mette in salvo cinque milioni di persone senza lavoro e risarcisce tutti i truffati dalle banche; una legge che aiuterà le imprese con la Flat Tax". Sul merito "Tria e Conte hanno fatto più che una apertura, la lettera che abbiamo mandato a Bruxelles non dice ‘così o niente'. Dice, ‘siamo pronti a toccare una serie di punti che non sono quelli fondamentali'. Il tono è quello di sempre, ma è possibile che non piaccia come hanno votato gli italiani lo scorso 4 marzo. Fortunatamente sono gli italiani a decidere".

Dunque, ribadisce il vicepremier M5s, delle possibili modifiche alla manovra durante l'iter parlamentare "nessuna potrà riguardare i punti cardine. Reddito di cittadinanza, 9 miliardi; legge sulle pensioni, 6.5 miliardi; truffati dalle banche, 1.5 miliardi; 1.2 miliardi per abbassare le tasse. I diritti non si toccano. Ma possiamo cercare nuovi ricavi". Ovvero, "non abbiamo ancora definito del tutto il taglio agli sprechi né attivato il piano di vendita degli immobili".

Fonte: Askanews

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