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Gli astronomi scoprono la “grande sorella” della Terra in una stella vicina

© Foto : ESO/M. KornmesserL'immagine artistica del pianeta scoperto nella vicino alla stella Barnard
L'immagine artistica del pianeta scoperto nella vicino alla stella Barnard - Sputnik Italia
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Gli astronomi europei hanno scoperto la relativamente piccola “super-Terra” che gravita attorno alla stella di Barnard, una delle stelle più vicine a noi. Le sue prime foto sono state pubblicate sulla rivista Nature.

"La stella di Barnard gode di cattiva fama fra gli astronomi: in passato, diverse persone hanno parlato più volte della scoperta di pianeti intorno ad essa e tutte queste affermazioni sono state in seguito confutate. Speriamo che questa volta la stella non ci abbia ingannato", ha dichiarato Guillem Anglada-Escude della Queen Mary University di Londra.

Un puntino nel cielo

Due anni fa Anglada-Escude e i suoi colleghi hanno fatto una scoperta sensazionale: sono riusciti a trovare un piccolo pianeta simile alla Terra vicino a Proxima Centauri, la stella nana rossa del sistema stellare triplo Alfa Centauri.

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Inizialmente gli scienziati pensavano che Proxima b fosse il pianeta roccioso più vicino a noi, il più simile alla Terra per le sue caratteristiche. Oggi molti planetologi ritengono che la vita su di esso sia impossibile vista l'instabilità della nana rossa sulla cui superficie si presentano continuamente scintille che potrebbero danneggiare l'atmosfera del pianeta.

Effettuata tale scoperta, Anglade-Escude si è chiesto se esistessero pianeti simili in altre stelle molto vicine a noi, molte delle quali sono nane rosse: ad esempio, la stella di Bernard a soli 6 anni luce dalla Terra e Ross 154 a circa 10 anni luce dal Sistema solare.

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Per la ricerca di questi pianeti gli scienziati hanno creato il progetto Pale Red Dot (Pallido puntino rosso), così chiamato per analogie con le foto della Terra ottenute dalla sonda Voyager 1 nel 1990 a una distanza di 6 miliardi di km dal nostro Pianeta. La Terra è stata definita dal grande astronomo Carl Sagan un "pallido puntino blu" in una delle sue conferenze.

Nell'ambito di questo progetto Anglada-Escude e i suoi colleghi hanno studiato queste stelle per 90 giorni con l'aiuto dello spettrografo HARPS collocato su un telescopio lungo 3,6 m presso l'osservatorio cileno di La Silla.

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Questo strumento, come spiegano i planetologi, cattura anche le "mutazioni" più impercettibili della posizione delle stelle nella volta celeste verificatesi in seguito alla loro interazione gravitazionale con i pianeti. Questo permette di trovarle anche nel caso in cui eventuali "eso-mondi" non provocassero un offuscamento temporaneo della propria stella.

La vecchia sorella della Terra

Questo approccio, come ha osservato Anglada-Escude in una conferenza stampa, ha dato subito dei risultati. Analizzando gli archivi degli ultimi 20 anni delle osservazioni della stella di Barnard, eseguite dai partecipanti al Pale Red Dot, e studiandola con l'aiuto dello spettrografo HARPS e di altri strumenti per 2 anni, gli scienziati hanno stabilito che vi è il "99% di possibilità" che esista un pianeta in prossimità di quella stella.

Questo pianeta, secondo gli scienziati, si troverebbe ad una grande distanza dalla sua stella, il che è un record per una nana rossa. Il moto di rivoluzione del pianeta dura 233 giorni, fra il pianeta e la sua stella vi è più o meno la stessa distanza che separa Venere e il Sole. La sua massa, stando alle attuali stime dei ricercatori, sarebbe circa 3,5 maggiore di quella terrestre: questo permette di considerarlo una relativamente piccola "super-Terra".

© Foto : IEEC/Science-Wave/Guillem RamisaIl sistema solare e le stelle vicine
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Nonostante la distanza inferiore che lo separa dalla sua stella, questo pianeta riceve luce e calore circa 50 volte in meno rispetto alla Terra per via delle sue piccole dimensioni e per la poca brillantezza della stella di Barnard. Per questa ragione è poco probabile la vita su questo pianeta: le temperature medie sulla sua superficie non superano i —170°.

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Se avesse un'atmosfera densa di gas serra, avrebbe un clima simile a quello di Marte: questo lascia comunque pensare alla possibile vita sul pianeta. Gli scienziati potranno rispondere con precisione a questa domanda solamente quando scopriranno se il pianeta possegga realmente un'atmosfera e come sia composta.

Questo accadrà molto presto: la vicinanza alla stella di Barnard e la sua poca brillantezza lo rendono il candidato principale per ottenere le prime immagini dettagliate di mondi oltre il Sistema solare.

Come sperano gli scienziati, le prime immagini di questo pianeta saranno scattate dalla missione GAIA ormai già lanciata e dai telescopi WFIRST e James Webb che la NASA lancerà nello spazio all'inizio del prossimo decennio.

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