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Caos migranti in Bosnia, esperto: si rischia radicalizzazione della società musulmana

© REUTERS / Marko DjuricaMigranti al confine tra Bosnia-Erzegovina e Croazia
Migranti al confine tra Bosnia-Erzegovina e Croazia - Sputnik Italia
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Tra i migranti che continuano ad arrivare in Bosnia e cercare di entrare nell’Unione Europea dalla vicina Croazia potrebbero esserci terroristi intenzionati a sdoganare l'islam radicale e le idee estremiste nella società musulmana bosniaca. Lo ha dichiarato a Sputnik l’esperto bosniaco di terrorismo Dzevad Galjasevic.

Al confine con la Croazia, in Bosnia ed Erzegovina, nei pressi delle città di Bihac e Velika Kladusa, da mesi si radunano i migranti dal Medio Oriente e dal Nord Africa che cercano di entrare nell'UE dalla Croazia. Ogni giorno si verificano scontri tra polizia e i migranti che diventano di giorno in giorno più numerosi e aggressivi. La polizia croata ha installato una barriera protettiva sul loro territorio, e ha chiuso il valico di frontiera e la strada ad esso collegata. I media bosniaci riferiscono che oltre 200 migranti si sono accampati con le tende proprio in prossimità del confine con la Croazia.

"La crisi migratoria è una cortina fumogena che copre il trasferimento dei terroristi sconfitti dello Stato islamico, di al-Nusra e al-Qaeda in Bosnia ed Erzegovina. Qui possono prendersi una pausa, leccarsi le ferite perché tanto nessuno li cercherà qui. Allo stesso tempo, possono trasferire le loro capacità di combattimento e l'esperienza ai giovani musulmani bosniaci, per coinvolgerli nell'Islam radicale, in modo da utilizzarli successivamente in nuovi conflitti armati", ha detto Galjasevic.

L'esperto sottolinea che le proteste degli abitanti di Bihac, una cittadina che sorge nei pressi del confine con la Croazia, per l'invasione di migranti sono motivate non solo dalla minaccia alla loro sicurezza ma per il fatto che essi sono portatori di un concetto di Islam aggressivo.

"I musulmani bosniaci non vogliono questo Islam, lo vedono come una minaccia, non vogliono vivere secondo i rigidi dettami religiosi. Gli abitanti di Bihac non vogliono vedere i migranti nella loro città e hanno buone ragioni per farlo", ha spiegato l'esperto.

Galisevic ha sottolineato che è necessario che le forze dell'ordine adottino dei metodi più inaffidabili per l'identificazione dei migranti, che possono facilmente fornire agli agenti nomi fittizi. Le autorità bosniache hanno iniziato a registrare i dati biometrici delle persone che entrano, ma, secondo l'esperto, questa iniziativa non ha alcun senso perché nessuno confronta questi dati con i database del paese di origine del migrante.    

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