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La Polonia firma contratto ventennale con gli USA per la fornitura di GNL

© AP Photo / Lukasz Szelemej, fileNave carica di GNL
Nave carica di GNL - Sputnik Italia
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La compagnia polacca PGNiG e l'American Venture Global LNG hanno firmato un contratto a lungo termine per la fornitura di due milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto (LNG) all’anno per venti anni. Lo ha fatto sapere il direttore di PGNiG Maciej Vozniak.

Vozniak ha spiegato che le consegne verranno effettuate secondo la formula "Free on Board" (FOB), quindi la compagnia polacca diventa proprietaria delle materie prime già al momento della spedizione e sceglierà il porto di destinazione.

Due milioni di tonnellate di GNL corrispondono a circa 25 petroliere all'anno e 2,7 miliardi di metri cubi di gas. I prezzi non sono stati resi noti. Ma lo scorso settembre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso a Varsavia consegne di "enormi quantità di GNL a buon prezzo".

In precendenza l'ex ministro polacco della difesa Antoni Macierewicz, ha detto che Russia e Germania stanno stringendo il cappio attorno al collo della Polonia con la costruzione del gasdotto Nord Stream 2. Il politico ha anche definito gli Stati Uniti l'unico e principale alleato della Polonia.

Il progetto Nord Stream 2 prevede la costruzione di due linee di gasdotto con una capacità totale di 55 miliardi di metri cubi di gas all'anno dalla costa russa attraverso il Mar Baltico alla Germania. La nuova pipeline dovrebbe essere costruita accanto al Nord Stream. La società, creata per la pianificazione, la costruzione e l'ulteriore utilizzo del gasdotto Nord Stream 2, è la Nord Stream 2 AG (controllata da Gazprom). Il permesso di costruzione è già stato rilasciato dalla Repubblica federale di Germania, dalla Finlandia e dalla Svezia. Resta da ottenere il consenso dalla Danimarca.

Alla costruzione del Nord Stream 2 si oppone un certo numero di paesi, in particolare l'Ucraina, che teme di perdere entrate dal transito del gas russo e gli Stati Uniti che hanno piani ambiziosi di esportare il loro gas naturale liquefatto in Europa. Inoltre, Lettonia, Lituania e Polonia hanno dichiarato congiuntamente che non approvavano la costruzione. I loro leader sono sicuri che questo è un progetto politico.     

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