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Archeologi: come sono morti gli abitanti di Pompei durante l'eruzione del Vesuvio

© Sputnik . V. Aleksandrov / Vai alla galleria fotograficaVesuvio
Vesuvio - Sputnik Italia
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Un gruppo di archeologi dell'Italia ha esaminato i resti dei morti dell'eruzione del vulcano Vesuvio nel 79 dopo Cristo e ha scoperto che la testa della maggior parte di loro è letteralmente esplosa. La loro ricerca è pubblicata sulla rivista scientifica Plos One.

L'eruzione del Vesuvio è diventato uno dei più devastanti disastri nella storia, in due giorni ha distrutto Pompei, Ercolano e Stabia, situate ai piedi del vulcano.

Nel loro lavoro, gli scienziati hanno studiato le ossa dei morti nella città di Ercolano e hanno scoperto che la loro morte è stata istantanea. Essi hanno identificato le ossa e all'interno dei teschi dei morti un minerale rosso e nero. L'analisi chimica della sostanza ha dimostrato che contiene un ferro e ossidi.

Secondo gli scienziati, questa scoperta suggerisce che il sangue delle persone ribolliva e in un attimo è diventato vapore.

"Tale effetto sembra essere il risultato della diretta simultanea esposizione alle alte temperature e la pressione intra-cranica ha provocato l'esplosione del cervello, e l'esplosione del cranio in seguito" scrivono nell'articolo.

Inoltre, i ricercatori hanno notato che durante l'eruzione molti residenti della città hanno cercato di fuggire dalla lava, la cui temperatura era dai duecento a cinquecento gradi Celsius, nella fascia costiera, ma alla fine sono tutti rumasti intrappolati e sono morti.

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