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Grande a Sputnik: non dobbiamo stare fermi ad aspettare l’abolizione delle sanzioni russe

© Foto : Nicola Virzi, ufficio stampaMarta Grande
Marta Grande - Sputnik Italia
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Il parlamento e il governo della Repubblica Italiana eletti alle elezioni di marzo, dichiarano apertamente di voler migliorare le relazioni con la Russia e di chiedere l'abolizione delle sanzioni anti-russe.

La prossima settimana, l'8 ottobre, il Ministro degli Esteri Moavero Milanesi si recherà in visita ufficiale a Mosca. È la prima visita del Ministro degli Esteri italiano in Russia dal momento della formazione del nuovo governo. Ieri Marta Grande, presidente della commissione per gli affari esteri della camera bassa del parlamento italiano, ha parlato in una intervista con il corrispondente di Sputnik Aleksandr Logunov delle conseguenze delle sanzioni dell'UE e della cooperazione tra i legislatori della Russia e dell'Italia.

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— Сome Lei può descrivere il presente stato dei rapporti tra l'Italia e la Russia? Sono già passati 4 anni dall'introduzione delle sanzioni, l'effetto si sente adesso, secondo Lei? 

— Si sta sentendo ed anche molto, non solamente per le aziende che da tanto esportavano in Russia, a spaventarci è anche la prospettiva di un irrigidimento nel campo delle relazioni bilaterali, fatto, questo, che riteniamo di importanza cruciale. Le ripercussioni politiche di queste sanzioni sono decisamente maggiori dei vantaggi, peraltro molto eventuali. Il rischio è che esse vengano percepite dall'opinione pubblica come un fine che avvantaggerebbe, semmai, altri. Noi soffriamo il fatto di essere percepiti come un mezzo inconsapevole per il raggiungimento di tale fine. 

— (Nel 2014 le sanzioni hanno diminuito lo scambio commerciale per 5 milliardi (17%). Secondo il primo ministro russo Medvedev un volume complessivo è passato da $54 a $20 miliardi in tre anni.) Quale lavoro sta svolgendo il nuovo parlamento italiano per far tornare la cooperazione con la Russia al livello del 2013, prima di crisi in Ucraina? In quali settori c'è lo spazio per il miglioramento? Che cosa si può fare?

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— Il parlamento sta lavorando per trovare una soluzione più ampia e soprattutto reale al tema delle sanzioni, che, come noto, è un fatto assai complesso. Credo fortemente nel ruolo della diplomazia e sono convinta che sia quella e solamente quello il modo per sbrogliare la matassa: Discutere e mediare fino alla soluzione del problema, il resto sono tutte chiacchiere. In grande commediografo italiano, De Filippo, diceva che "deve passare la nottata". Nel frattempo però non possiamo aspettare che faccia giorno con le mani in mano e, nonostante i ben noti problemi, Italia e Russia debbono continuare a lavorare per consolidare i propri legami in settori strategici che da secoli uniscono i nostri due paesi.

— Il governo italiano nel suo contratto si è impegnato a lottare contro le sanzioni antirusse e il parlamento lo ha ribadito nella fine di giugno. Come l'Italia intende di agire nella sede europea per riaprire questi spazi di dialogo e collaborazione con la Russia? Secondo Lei è possibile che l'UE rimoduli le sanzioni per escluderne le piccole e medie imprese? Quale impatto può avere sulla crescita dell'intescambio e come può risollevare il clima di fiducia tra i business italiano e russo? 

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— I tempi e i modi li decide il governo e sbilanciarsi sulla strategia sarebbe imprudente. Il tema, però, è sul tavolo ed una priorità.

— Come si sta sviluppando la collaborazione tra I parlamentari dei due paesi? entro la fine dell'anno e' programmata la seduta della commissione interparlamentare. Questo incontro deve svolgersi a Mosca. Non è ancora stabilita la data e l'agenda? Quali temi si può discutere in questo quadro? 

— Ancora non abbiamo una data certa, inoltre i gruppi bilaterali di amicizia all'interno dell'Unione interparlamentare stanno partendo solamente ora. Per quanto riguarda la Grande Commissione mi auguro che venga aperta entro fine anno per dare ai deputati italiani una grande opportunità, quella di conoscersi di persona e poter interloquire direttamente con gli omologhi russi.

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