Missione indipendente ONU chiede deposizione leadership delle forze armate del Myanmar

© AP Photo / Khin Maung WinSoldati del Myanmar
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Tutta le cariche più alte delle forze armate del Myanmar devono essere cambiate a causa delle loro partecipazione al genocidio dei Rohingya e per la violazione dei diritti umani avvenuta nello stato di Rakhine nell’agosto 2017, ha dichiarato martedì il capo della missione ONU indipendente per le indagini in Myanmar Marzuki Darusman.

"Non si potrà raggiungere la pace finché le forze armate del Myanmar rimarranno al di sopra della legge. Queste ultime rappresentano il maggior ostacolo allo sviluppo del Myanmar come nazione democratica. Il comandante supremo delle forze armate del Myanmar Min Aung Hlaing e tutta la leadership al suo comando devono essere sollevati dal loro incarico, e deve essere condotta una riforma dell'esercito sotto il controllo civile", ha detto Darusman.

Darusman ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di sottoporre la situazione in Myanmar alla Corte penale internazionale, nonché di imporre sanzioni ai responsabili e un embargo sulle armi in Myanmar.

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Martedì, la missione di indagine internazionale indipendente delle Nazioni Unite in Myanmar ha presentato una versione ampliata del rapporto sulla situazione nel paese. Il documento di 440 pagine afferma che ci sono informazioni sufficienti per accusare di genocidio nello stato di Rahkine la leadership dell'esercito del Myanmar. Gli autori del rapporto non sono stati ammessi in Myanmar e le loro indagini sono state condotte sulla base di interviste a vittime e testimoni, lo studio di immagini satellitari, fotografie e video. Nel corso del lavoro, gli esperti hanno anche visitato il Bangladesh, l'Indonesia, la Malesia, la Thailandia e il Regno Unito.

Le autorità del Myanmar hanno affermato in precedenza di non riconoscere i risultati dell'inchiesta della missione delle Nazioni Unite, la quale accusa di crimini di guerra il comando supremo dell'esercito del paese contro i profughi Rohingya.

In precedenza, Facebook ha rimosso dai social network diverse dozzine di account e pagine relative ai militari del Myanmar per impedire la "diffusione di odio e disinformazione" nei confronti di questo paese.

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