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Stampa britannica segnala nuovi sospetti nel caso Skripal

© REUTERS / Hannah McKayPolice officers guard the cordoned off area around the home of former Russian intelligence officer Sergei Skripal in Salisbury, Britain, April 3, 2018
Police officers guard the cordoned off area around the home of former Russian intelligence officer Sergei Skripal in Salisbury, Britain, April 3, 2018 - Sputnik Italia
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Le forze di sicurezza britanniche sono alla ricerca di due persone presumibilmente complici di Alexander Petrov e Ruslan Boshirov, presunti attentatori dell'ex spia russa doppiogiochista Sergey Skripal e di sua figlia Julia.

Lo scrive il Sunday Mirror con riferimento a fonti.

"Si ritiene che Petrov e Boshirov possano essersi incontrati con un referente che aveva lavorato nell'Ambasciata e con un medico che poteva supervisionare l'intera operazione per assicurarsi che non rimanessero avvelenati anche loro", — ha riferito una fonte del giornale.

L'incontro di Petrov e Boshirov, che Londra considera "agenti del controspionaggio russo", con gli altri sospetti potrebbero essere avvenuto nell'albergo londinese City Stay Hotel, ha scritto il Sunday Mirror.

Non è la prima volta che i media e la stampa britannica pubblicano notizie e indiscrezioni sul caso Skripal, che successivamente non trovano conferma.

In precedenza il Mirror aveva riferito che gli "avvelenatori" erano accompagnati da un'unita di 4 persone. Il Daily Mail a sua volta aveva scritto che il principale sospetto era una donna. Il Sun aveva scritto che Petrov e Boshirov non erano più vivi. In un articolo il tabloid aveva sostenuto che l'agente chimico "Novichok" sarebbe stato prodotto nel laboratorio di Yasenevo nella provincia di Mosca, mentre il Times aveva riferito che il veleno era stato prodotto in un centro di ricerche militari nella regione di Saratov.

Anche il ministero degli Esteri britannico si era fatto travolgere dalla spirale di isteria e bugie, twittando che il laboratorio di Porton Down aveva determinato l'origine russa del veleno.

Successivamente dal laboratorio avevano fatto sapere di non essere riusciti ad identificare l'origine del veleno.

Il Foreign Office non aveva perso tempo a cancellare il corrispondente tweet.

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