Crisi Siria, Mosca accusa: i fondamentalisti di Idlib ricevono aiuti dall'estero

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I terroristi della provincia siriana di Idlib sono attivamente coinvolti nei combattimenti sfruttando rifornimenti e armi che arrivano dall'estero, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

Idlib è l'ultima provincia della Siria non controllata dalle forze fedeli al legittimo presidente Bashar Assad. Mosca ritiene fondamentale lo sradicamento dei terroristi dalla zona. La questione è stata discussa in occasione del vertice del 7 settembre tra i presidenti di Russia, Turchia e Iran.

"Per quanto riguarda la situazione in Idlib, ormai l'ultima roccaforte dei terroristi, viene usata la strategia preferita dei ribelli: usano i civili come scudi umani. Hanno sottomesso la maggior parte dell'opposizione armata", — ha detto il capo della diplomazia di Mosca, intervenendo alla sessione plenaria del forum russo-tedesco.

Secondo Lavrov, gli islamisti attaccano regolarmente sia le unità dell'esercito siriano che la base aerea russa a Khmeimim, utilizzando anche droni.

"Il fatto che ci siano persone rifugiate ad Idlib che vogliano la tregua non è vero. Da lì realizzano operazioni militari usando armi che in qualche modo ricevono dall'estero," — ha sottolineato Lavrov.

"Parliamo con i nostri partner turchi. Sono consapevoli che il loro territorio viene a volte utilizzato da cattive persone per complicare la situazione in Siria. Garantiscono ulteriori misure di controllo delle frontiere", ha aggiunto.

Inoltre la Russia creerà corridoi umanitari ad Idlib, ha rilevato Lavrov.

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