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Il tribunale di Milano rifiuta di estradare imprenditore russo

© AP Photo / Brennan Linsleytribunale
tribunale - Sputnik Italia
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La Corte d’appello di Milano ha rifiutato l'estradizione in Russia dell’imprenditore Vadim Kharitonov, 48 anni, originario di Samara, dove è accusato di frode e appropriazione indebita.

Il verdetto del tribunale di Milano è stato pronunciato a fine giugno, quando a Kharitonov è stato liberato dagli arresti domiciliari. Poiché la Procura di Milano non ha fatto ricorso contro il verdetto giudiziario nel tempo prestabilito dalla legislazione italiana, esso è ora considerato definitivo. L'imprenditore russo ha inviato una richiesta alle autorità italiane per accordargli lo status di rifugiato politico, una decisione su questo tema dovrebbe essere presa nei prossimi mesi.

Durante il processo, Kharitonov ha dichiarato di temere per la propria vita in caso di estradizione in Russia.

Il mandato d'arresto contro Kharitonov è stato emesso delle autorità giudiziarie della Federazione Russa nel maggio 2015.Nel marzo 2018 fu arrestato in Italia e dopo un certo periodo fu posto agli arresti domiciliari. La procura di Milano ha proposto di accogliere la richiesta di estradizione, tuttavia la Corte, dopo aver esaminato la documentazione trasmessa dalla parte russa, ha ritenuto che non esiste un motivo sufficientemente convincente per il riconoscimento della colpevolezza di Kharitonov, e ha ordinato il suo rilascio dalla custodia cautelare.

L'avvocato italiano di Kharitonov, Mauro Straini, ha rifiutato di rilasciare commenti a Sputnik.

Secondo l'Ansa, prima di entrare in Italia, Kharitonov e la sua famiglia si sono recati in Croazia, dove ha cercato asilo politico.    

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