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Morirà o si adatterà? Il più grande organismo vivente sta soffrendo

© Sputnik . Anton Denisov / Vai alla galleria fotograficaBarriera corallina
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Metà dei coralli della Grande barriera corallina in Australia è morta a causa di onde sottomarine, caldo e fame.

A causa di El Niño l'oceano si riscalda troppo e gli organismi unicellulari che popolano la Barriera emettono tossine. Queste sbiancano le colonie coralline che perdono tessuto vivo. Sputnik vi spiega se vi è una possibilità che l'organismo vivente più grande guarisca.

Un'unione di coralli e pirrofiti

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Le barriere nascono in seguito alla comparsa di simbiosi tra i coralli e le zooxanthelle che li popolano. Questi esseri unicellulari assorbono l'anidride carbonica prodotta dai coralli e la trasformano con l'aiuto dell'energia solare in sostanze nutritive (glucosio, amminoacidi, glicerina). I coralli di carbonato di calcio non discioglibile in acqua formano strutture geologiche sotterranee.

I coralli si riproducono per gemmazione. Ma una volta all'anno rilasciano in acqua cellule sessuali che danno inizio a nuove colonie. Con il tempo i coralli formano enormi barriere coralline e addirittura intere isole.

La Grande barriera corallina si è estesa per quasi 3000 km: è la più grande struttura formata di organismi viventi presente sulla Terra.

© Sputnik . Roman Denisov / Vai alla galleria fotograficaLa Grande barriera corallina
La Grande barriera corallina - Sputnik Italia
La Grande barriera corallina

Tre ondate di estinzione

Le barriere coralline crescono nei fondali bassi dove arrivano molti raggi solari e la temperatura dell'acqua non scende sotto ai 18° C. Questo limita il loro habitat ai tropici.

Per le barriere coralline sono dannosi sia il raffreddamento sia il riscaldamento. Se la temperatura dell'acqua si alza le zooxanthelle cominciano ad emettere tossine e i coralli le rigettano. Questo fa diventare bianchi i coralli.

Lo sbiancamento massiccio delle barriere coralline è stato osservato per la prima volta nel 1980. Si è poi ripetuto nel 1998 (morì il 95% delle barriere coralline sottomarine) e nel 2010 a causa del fenomeno naturale di El Niño che ha fatto aumentare il riscaldamento dell'oceano. Il 2016 è stato particolarmente negativo per i coralli. Nell'ultimo secolo e mezzo di osservazioni scientifiche mai la superficie oceanica si era riscaldata tanto. Nel 2016 lo sbiancamento dei coralli interessò 2300 km della Grande barriera corallina.

Gli scienziati australiani guidati da Terry Hughes della James Cook University hanno stabilito che lo sbiancamento dei coralli è dovuto a un innalzamento della temperatura dell'acqua di 4 o più gradi nel giro di una settimana. Se la temperatura si alza più di 6 gradi, i coralli muoiono per il caldo eccessivo. Questo triste destino è toccato alla maggior parte delle colonie a nord della Grande barriera corallina e a buona parte di quelle della barriera centrale.

Una vita sregolata

Tornati sulla Grande barriera corallina a inizio del 2017 gli scienziati hanno notato che continuano a morire anche quei coralli che erano stati ripristinati grazie all'azione delle zooxanthelle.

Gli studiosi suppongono che alcuni fattori impediscano la loro completa guarigione: le colonie hanno perso gran parte dei loro tessuti, i coralli sono feriti e indeboliti dallo sbiancamento, sono stati danneggiati da alcune malattie.

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I coralli sbiancati possono tornare alla normalità nel caso in cui le condizioni ambientali siano favorevoli. I coralli a crescita veloce possono ripristinare la barriera corallina nel giro di 10 anni. La rigenerazione delle colonie formate da specie a crescita lenta richiede alcune decine di anni. Ma non è possibile fare affidamento su queste stime: El Niño provocherà una nuova ondata di caldo e una conseguente moria generale di coralli.

La barriera corallina è estremamente vulnerabile. Oltre al caldo la barriera può soffrire per la presenza di tifoni, attacchi di predatori e dell'attività umana. Gli uomini la distruggono con i cantieri edili o gettando nell'oceano sostanze chimiche (particolarmente pericolosi sono gli antibiotici e i concimi). Insieme alla barriera corallina sta scomparendo anche un ecosistema ricchissimo. Gli abitanti del luogo stanno per perdere il lavoro, la loro fonte di sostentamento. Interi Paesi perderanno le entrate provenienti dal turismo.

Analizzando i cambiamenti della composizione dei coralli i genetisti australiani e statunitensi sono giunti alla conclusione che è possibile ripristinarli. Al posto dell'attuale barriera saranno introdotte specie più in grado di adattarsi a un oceano sempre più caldo. Secondo gli scienziati i coralli sono piuttosto diversificati da poter sopravvivere per i prossimi 250 anni.

CC BY 2.0 / Kyle Taylor / The Great Barrier Reef - 189La Grande barriera corallina
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