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Effetto sanzioni USA, crollano importazioni di petrolio iraniano nei Paesi occidentali

© AP Photo / Nabil al-JouraniProduzione petrolio
Produzione petrolio - Sputnik Italia
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A luglio le esportazioni di petrolio iraniano hanno proseguito a diminuire in previsione del pieno ripristino delle sanzioni statunitensi contro Teheran a novembre.

I clienti europei riducono le importazioni di petrolio iraniano, mentre Francia e Corea del Sud hanno completamente sospeso le forniture, segnala l'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE) nel suo rapporto mensile.

"Le esportazioni di petrolio iraniano sono diminuite di 90mila barili al giorno fino a 2,19 milioni di barili al giorno, in quanto i compratori europei diminuiscono i loro acquisti, mentre la Corea del Sud ha completamente sospeso le forniture in previsione della ripresa delle sanzioni degli Stati Uniti a novembre," — scrive l'AIE.

"Secondo il tracciamento delle petroliere effettuato dalla compagnia Kpler, le esportazioni di petrolio iraniano in Europa, Turchia compresa, a luglio sono scese di 140mila barili al giorno nel mese fino a 410mila barili. Nel 2017 il volume mensile medio era di 750mila barili. Si sono completamente fermate le consegne in Francia", continua l'agenzia.

Inoltre, secondo l'AIE, l'amministrazione statunitense ha respinto la richiesta della compagnia francese Total di ricevere un'esenzione dalle sanzioni statunitensi, che consentirebbe alla società di continuare a lavorare in Iran e mantenere la sua partecipazione al progetto South Pars 11.

Allo stesso tempo a luglio le esportazioni di petrolio iraniano sono aumentate in Asia di 50mila barili al giorno, raggiungendo 1,65 milioni di barili, grazie ai maggiori acquisti della Cina e dell'India, che ha accresciuto gli acquisti a livelli record.

In aggiunta l'AIE ricorda che la prima parte delle sanzioni statunitensi contro l'Iran è già entrata in vigore ed interessa il settore finanziario. Già questa situazione potrebbe rendere difficile per le raffinerie acquistare il petrolio iraniano. Con il pieno ripristino delle sanzioni, la situazione non può che peggiorare e diventare ancora più complicata rispetto al passato.

L'8 maggio il presidente Donald Trump ha annunciato il ritiro di Washington dall'accordo sul programma nucleare iraniano raggiunto dal sestetto di mediatori internazionali (Russia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina, Francia, Germania) e Teheran nel 2015, inoltre ha notificato la ripresa di tutte le sanzioni contro l'Iran, comprese quelle secondarie che vanno a colpire i Paesi che fanno affari con l'Iran.

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