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Da cinque anni gli yazidi soffrono in prigionia

© REUTERS / Muhammad Hamed/File photoAyman, a boy from a minority Yazidi community, who was sold by Islamic State militants to a Muslim couple in Mosul, hugs his grandmother after he was returned to his Yazidi family, in Duhok, Iraq, January 31, 2017
Ayman, a boy from a minority Yazidi community, who was sold by Islamic State militants to a Muslim couple in Mosul, hugs his grandmother after he was returned to his Yazidi family, in Duhok, Iraq, January 31, 2017 - Sputnik Italia
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Il 3 agosto 2014 i terroristi hanno catturato migliaia di yazidi nel nord dell'Iraq.

Nei campi profughi della provincia irachena di Sinjar ci sono stati eventi commemorativi dedicati all'evento. Molti yazidi fino ad ora non possono tornare a casa e continuano a vivere in rifugi temporanei in Iraq e nei paesi, che hanno dato loro rifugio.

Il generale di gestione per gli yazidi a Dukuk, Idan al Sheikh Kalu, ha dato a Sputnik gli ultimi dati del più terribile genocidio contro gli yazidi nella storia.

"Prima del genocidio in Iraq c'erano 550 000 yazidi. Dopo l'invasione dei terroristi c'erano 360 000 persone: 1293 yazidi sono stati uccisi nei primi giorni. Orfani sono rimasti 2745 bambini. Sono state trovate 69 fosse con i morti, le ricerche continuano. I militanti hanno distrutto 68 templi e luoghi sacri".

"In prigionia rimangono 6417 persone. Ancora nelle mani dei militanti rimangono 1440 donne, dal destino terribile. Gli uomini prigionieri sono 1662". Non ci sono statistiche precise sul numero di partenze verso l'Europa e altri paesi. "La patria non dà protezione agli yazidi e non li aiuta a tornare a casa, continuamente si recano all'estero", ha detto il generale.

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