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Impronta ecologica mondiale: in 7 mesi consumate le risorse di un anno

© Sputnik . Vitaliy Bezrukih / Vai alla galleria fotograficaMiniera in Russia
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Secondo i dati del Global Footprint Network raccolti da 150 paesi, entro agosto l’umanità avrà già esaurito le risorse che la Terra impiega un anno a rigenerare. Quel che rimane fino al nuovo anno risulterà come deficit ecologico.

A iniziare dal 1970, quando il deficit ecologico fu per la prima volta rilevato, il giorno del debito ecologico si avvicina sempre di più. Questo sopraggiungerà quando la quantità di risorse della Terra sfruttate supererà la capacità del pianeta stesso di rigenerarle.

Sputnik Brasil ha discusso il tema con Mario Mantovani, geografo brasiliano, attivista per la difesa dell'ambiente e direttore del Fondo SOS Mata Atlantica. Secondo lui il deficit ecologico è legato al modello di consumo della nostra civiltà.

"Invece di seguire un modello di consumo sostenibile, seguiamo un modello di accumulo del capitale. Un buon esempio è l'industria automobilistica. Dopo aver saturato il mercato nei paesi del primo mondo, ha iniziato a produrre automobili in serie per i paesi del terzo mondo, che in precedenza non avevano accesso a questi beni di consumo", ha spiegato l'interlocutore.

Lo specialista ritiene che l'umanità dovrebbe riconsiderare l'uso di idrocarburi come fonte d'energia.

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"Avete visto la crisi in Brasile e in altri paesi a causa del petrolio, e non si parla dell'uso di un'altra fonte di energia, si continua a parlare solo dell'uso di petrolio. Questo è il punto principale. Molti paesi stanno già iniziando a passare ad altre fonti di energia", ha detto Mantovani.

Nei primi anni settanta l'equilibrio tra le risorse utilizzate e la capitale naturale della Terra già veniva osservato, ma nel 1975 il 1° dicembre arrivò il Giorno mondiale del debito ecologico, e nel 2000 il 1 ° novembre. Quest'anno l'umanità ha esaurito tutto il capitale naturale in sette mesi.

Mantovani ha avvertito di un possibile deterioramento del quadro a causa di una posizione simile a quella di Donald Trump, che la scorsa estate ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo di Parigi.

"Le persone come il presidente Trump negli Stati Uniti e persino uno come Bolsonaro in Brasile (Jair Bolsonaro, candidato presidenziale del Partito social-liberale, noto per le sue posizioni di destra), che parlano della cessazione della discussione delle questioni climatiche, sono pericolose. È necessario mantenere una posizione unitaria per questo scopo [la conservazione dell'ambiente]. Alla fine, stiamo parlando del limite della Terra, questo non può essere risolto da un solo paese, è un problema comune", riassume Mario Mantovani.

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