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Trump e Putin: la reazione della stampa internazionale

© REUTERS / Yuri GripasProteste nei pressi della Casa Bianca a Washington, USA, il 16 luglio 2018 dopo l'incontro di Trump con Putin ad Helsinki
Proteste nei pressi della Casa Bianca a Washington, USA, il 16 luglio 2018 dopo l'incontro di Trump con Putin ad Helsinki - Sputnik Italia
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Il NYT detta la linea e gli altri media si allineano. I titoli recitano: l’incontro di Helsinki è stato un grande successo per Putin. Trump ha legittimato il Presidente russo e non ha portato a casa nessun risultato.

I titoli recitano: l'incontro di Helsinki è stato un grande successo per Putin. Trump ha legittimato il Presidente russo e non ha portato a casa nessun risultato. Non è diplomazia ma solo marketing. Il Vertice non è altro che fumo negli occhi della gente ed un modo per nascondere i magri risultati della politica estera di Trump. Ovviamente si nega qualsiasi svolta nelle relazioni USA-Russia.

© Screenshot/The New York TimesNew York Times rilascia una vignetta che raffigura il presidente statunitense Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin
New York Times rilascia una vignetta che raffigura il presidente statunitense Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin - Sputnik Italia
New York Times rilascia una vignetta che raffigura il presidente statunitense Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin

Insomma un bello show e niente di più. Trump è bravo a organizzare Summit come quello con il presidente Nord Coreano, ma niente altro di concreto ne viene fuori. La totale banalizzazione dell'evento, unita alla assenza di analisi.

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McCain e McFaul hanno criticato il comportamento di Trump al vertice con Putin
La stampa americana volta la faccia alla realtà e preferisce dare spazio alla pancia rancorosa che ancora non sopporta la sconfitta. E il NYT la portaerei della carta stampata e digitale mondiale guida la flotta di giornali pronti a sparare contro il Presidente Americano. Il mondo della sinistra liberal preferisce smettere di pensare piuttosto che fare un analisi seria e distaccata. Si confronta con la caricatura costruita intorno a Trump, presidente per caso, che combina solo pasticci e che imbarazza tutti. La stampa europea segue a ruota e non si discosta di un centimetro.

Il paradigma da portare avanti è negare con forza che Trump possa fare qualcosa di serio. Si avanzano addirittura sospetti di un attrazione fisica tra Trump e Putin. Ovviamente è Trump nella posizione dello spasimante. Il tutto condito dal totale disprezzo verso Trump e velatamente qualche simpatia per Putin che riesce a tenerlo a bada esercitando su di lui una forte attrazione.

Queste analisi ormai consunte lasciano trasparire la preoccupazione di molti che le cose possono realmente cambiare. Un nuovo ordine mondiale sembra all'orizzonte, e i vecchi modelli che hanno prevalso nel passato dimostrano tutti i loro limiti. La paura è tale che non si vuole ammettere la realtà.

Il colloquio allargato tra le delegazioni statunitense e russa ad Helsinki - Sputnik Italia
Putin-Trump, ad Helsinki nasce nuovo ordine mondiale
Trump leader post-ideologico incontra tutti e cerca di capire che cosa di buono si può ottenere. Non si fa imbalsamare in dottrine o ideologie particolari. Rompe gli schemi e destabilizza tutti coloro che sono legati a schemi mentali prefissati. Semina l'imprevedibilità. Per questo risulta indigeribile ai media americani e a buona parte di quelli internazionali perché gli destabilizza.

Quando discute con Putin non porta al tavolo delle trattative pregiudizi o principi, che bloccherebbero all'istante qualsiasi discussione, ma cerca di ottenere quello che è possibile. Nel caso di Putin era importante dare un segnale che le relazioni USA-Russia non erano ad un punto morto ma che si può dialogare per affrontare i problemi della sicurezza mondiale, della de-nuclearizzazione, della Siria, del Medio Oriente e  Iran. I problemi non sono stati risolti ma rimane un messaggio cioè la forte la volontà di abbandonare il clima di guerra fredda, fomentato prevalentemente da ambienti americani nostalgici della cortina di ferro, per un clima più disteso e disponibile al dialogo. E questo non è ammissibile per una parte dell'establishment americano che per fini politici sostiene l'idea che la Russia sia un nemico e che Trump complotti contro l'America.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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