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Richiesta a Corte Suprema d'Israele per vietare l'export di armi in Ucraina

© Alexandr Maksimenko / Vai alla galleria fotograficaBattaglione paramilitare ucraino "Azov"
Battaglione paramilitare ucraino Azov - Sputnik Italia
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Più di 40 attivisti per i diritti umani israeliani si sono rivolti alla Corte Suprema con la richiesta di fermare le esportazioni di armi verso l'Ucraina, che secondo loro, finiscono nelle mani di gruppi neonazisti, ha riferito oggi il quotidiano israeliano Haaretz.

Il legale della class action Itay Mak ha dichiarato a Sputnik di non voler parlare con i media russi di questa causa per evitare speculazioni a seguito delle relazioni russo-ucraine.

"Un gruppo di oltre 40 attivisti per i diritti umani ha presentato un esposto alla Corte Suprema, chiedendo lo stop alle esportazioni di armi israeliane verso l'Ucraina. Sostengono che le armi vengono usate da forze che elogiano apertamente l'ideologia neonazista," — scrive Haaretz.

Come prova, gli attivisti portano i link del battaglione paramilitare "Azov", dove i combattenti si mettono in posa sullo sfondo di svastiche con i mitragliatori "Tabor", assemblati in Ucraina su licenza israeliana. Nell'articolo si menziona anche una scuola militare a Dnepropetrovsk, che pubblicizza la partecipazione di ex ufficiali dell'esercito israeliano ai programmi di addestramento.

"Sebbene queste armi siano ora puntate contro i russi, occorre tener conto della significativa probabilità che in futuro vengano utilizzate verso altri obiettivi, compresi attacchi ai membri delle minoranze in questo Paese", si legge nell'esposto degli attivisti.

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