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Russia, Stati Uniti e Arabia Saudita trovano interessi petroliferi comuni

© Sputnik . Boris Babanov / Vai alla galleria fotograficaEstrazione del petrolio
Estrazione del petrolio - Sputnik Italia
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Il desiderio di mantenere i prezzi del petrolio a un livello basso e aumentare la produzione ha portato all’insolita unione di Russia, Stati Uniti e Arabia Saudita. Ne parla il New York Times.

"È così insolito vedere come gli Stati Uniti, l'Arabia Saudita e la Russia trovano un terreno comune, ancora più incredibile sembrano i loro sforzi congiunti per raggiungere obiettivi di politica energetica, anche se indirettamente," scrive il New York Times, osservando che l'aumento dello scorso anno dei prezzi del petrolio e della benzina sta rallentando.

Questo risultato è in gran parte dovuto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha criticato l'OPEC per gli alti prezzi del petrolio.

Sia le amministrazioni repubblicane che quelle democratiche hanno sempre cercato di ridurre i prezzi del petrolio, ma raramente hanno fatto sforzi così aperti e pubblici. Per decenni, le autorità statunitensi hanno segretamente chiesto all'Arabia Saudita di esercitare pressioni sull'OPEC e quindi aumentare la produzione di petrolio. L'amministrazione Trump ha fatto lo stesso. Solo che Trump ha criticato l'OPEC pubblicamente.

L'Arabia Saudita ha accettato di aumentare la produzione di petrolio in collaborazione con la Russia, che vorrebbe esportare più petrolio per rafforzare l'economia del paese. Ciò potrebbe turbare l'Iran, il Venezuela e altri membri dell'OPEC che beneficiano di prezzi del petrolio più alti.Il presidente russo Vladimir Putin e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman discuteranno di petrolio e altre questioni giovedi, quando le nazionali dei due paesi si affronteranno ai Mondiali di calcio.

Tuttavia, secondo la pubblicazione, il calo dei prezzi del petrolio potrebbe essere "modesto e di breve durata".Donald Trump, ad esempio, "persegue diversi obiettivi politici che si contraddicono a vicenda". Vuole ridurre i prezzi della benzina in modo che l'economia cresca. Allo stesso tempo, vuole "annientare l'Iran e il Venezuela con le sanzioni", che inevitabilmente ridurranno la quantità di petrolio nel mercato mondiale.

Oltre a rafforzare la crescita economica la Russia ha altri motivi per esportare più petrolio, sostiene l'autore.Due anni fa la Russia ha accettato di tagliare la produzione di petrolio per aiutare l'OPEC a stabilizzare i prezzi. Ma più recentemente, Rosneft e altre compagnie petrolifere russe hanno chiesto a Putin di aumentare la produzione al fine di beneficiare di prezzi più alti e di considerazioni fiscali, dicono gli esperti nel campo dell'energia.

Le compagnie petrolifere russe, che sono sempre più attive in Venezuela e in Medio Oriente, hanno recentemente aumentato la loro capacità produttiva. Preferiscono anche i prezzi più bassi, perché pagano tasse aziendali più elevate quando i prezzi superano i 75 dollari al barile.

La Russia è l'alleato dell'Iran in Siria. Supporta anche l'accordo nucleare, ma se questo andrà a monte, la Russia vincerà finanziariamente. Grazie alle sanzioni statunitensi, la Russia può acquistare a buon mercato petrolio iraniano e rivenderlo a prezzi più alti. La Russia può anche sostituire gli investitori europei nei giacimenti petroliferi iraniani.    

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