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“Pressioni e minacce”: il lavoro dei giornalisti in Ucraina

CC BY 2.0 / Juanedc / Служба безпеки УкраїниIl quartiere generale del servizio di sicurezza ucraino (Sbu) a Kiev
Il quartiere generale del servizio di sicurezza ucraino (Sbu) a Kiev - Sputnik Italia
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Il tentativo dell'SBU ucraino di reclutare la giornalista di RIA Novosti Irina Vysokovich è un'altra conferma che la libertà di opinione in Ucraina ha cessato di esistere, si afferma in una nota del ministero degli Esteri russo.

Il tentativo dei servizi segreti ucraini di reclutare la giornalista di RIA Novosti Irina Vysovych a Kherson è fallito dopo che la stessa giornalista ha reso pubblici i dettagli di questo piano dell'SBU.

Le forze di sicurezza ucraine volevano reclutare la corrispondente di RIA Novosti, in possesso di cittadinanza ucraina e permesso di soggiorno in Lituania, quando è arrivata a Kherson per seguire il processo del direttore del portale RIA Novosti Ukraina Kirill Vyshinsky. Dopo diverse ore di discussioni con gli agenti dell'SBU senza alcun verbale, la reporter è stata costretta a firmare un documento sulla disponibilità a collaborare con i servizi segreti ucraini e parlare dei dipendenti di RIA Novosti. Tuttavia, una volta tornata in Lituania, la Vysokovich ha denunciato pubblicamente il tentativo di reclutamento.

"Questo fatto è un'ulteriore conferma del fatto che la libertà di espressione in Ucraina ha cessato di esistere. La pressione diretta, le minacce, le provocazioni dei servizi segreti, la violenza fisica ed i diktat politici sono i formati di interazione del regime ucraino con il mondo della stampa", — si legge nei commenti del dipartimento informazione e stampa del ministero degli Esteri russo.

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