Trump: “persino la spia nel mio staff non ha trovato collusioni con la Russia”

© Sputnik . Alexey Agarishev / Vai alla galleria fotograficaIl presidente statunitense Donal Trump fa la dichiarazione sull'accordo nucleare con l'Iran
Il presidente statunitense Donal Trump fa la dichiarazione sull'accordo nucleare con l'Iran - Sputnik Italia
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Il presidente USA Donald Trump ha affermato che l’infiltrato dell’FBI, che ha lavorato nel suo staff elettorale nel 2016, non ha trovato nessuna collusione con la Russia.

In precedenza il New York Times ha dichiarato che l'infiltrato era un ex membro dell'amministrazione, il quale è noto a Washington e che in precedenza trasmetteva informazioni alla CIA. Su richiesta dell'FBI si è incontrato con i membri dello staff George Papadopoulos e Carter Page per scoprire se hanno collaborato con la Russia. La pubblicazione affermava che l'informatore è un cittadino americano che insegna in Gran Bretagna".

"La spia era nello staff fin dall'inizio della campagna elettorale e non ha comunicato nulla riguardante la presunta collusione dello staff di Trump con la Russia. Era lì solo per spiare motivi politici e aiutare la canaglia Hillary Clinton a vincere proprio come hanno fatto con Bernie Sanders, che è stato ingannato!" ha scritto Trump sulla sua pagina Twitter.

​Il Presidente ha anche richiamato l'attenzione sul fatto che l'informatore ha ricevuto "enormi somme" per i suoi servizi, il che mette in discussione le accuse secondo le quali non ha svolto il compito a fini politici.

Domenica scorsa, Trump ha chiesto al Dipartimento di Giustizia di scoprire se l'FBI aveva interferito nella sua campagna elettorale. Il giorno dopo si è saputo che l'ispettore generale del Ministero della Giustizia analizzerà le attività dell'agenzia e dell'FBI ad esso subordinate durante i lavori dello staff elettorale di Trump nel 2016.

Le indagini della presunta interferenza russa nelle elezioni americane, così come presunti legami con la Russia Trump vengono svolte da un procuratore speciale indipendente Robert Mueller, così come nel Congresso degli Stati Uniti. Nel Cremlino, tali accuse sono state definite "assolutamente infondate".

Bernie Sanders nel 2016 era candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Tuttavia, durante le primarie del Partito Democratico ha perso contro Hillary Clinton, che alla fine è stata sconfitta da Trump alle elezioni generali. Indagini sociologiche hanno dimostrato che Sanders era più popolare di Trump. Ma come si è scoperto, la leadership del Partito Democratico ha preferito la Clinton a spese di Sanders. Lo scandalo si è concluso con le dimissioni della dirigenza del partito.

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