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Sanzioni? La cooperazione italo-russa non si ferma

© AFP 2021 / Luca BrunoMilano, la passerella che conduce al quartier generale di Unicredit
Milano, la passerella che conduce al quartier generale di Unicredit - Sputnik Italia
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Dall’energia all’imprenditoria, dal manifatturiero al settore industriale: il 16 maggio a Milano si terrà un Forum dedicato alle importanti relazioni fra Italia e Russia. Al centro dell’evento i proficui rapporti fra i due Paesi nonostante le misure economiche antirusse. Sanzioni? La cooperazione italo-russa non si ferma.

Organizzato dall'eurodeputato Stefano Maullu in collaborazione con V&A e Strategia&Sviluppo Consultants il Forum Italia-Russia programmato per il 16 maggio all'interno del Palazzo delle Stelline a Milano sarà un'occasione per rafforzare le già importanti relazioni italo-russe. L'evento, al quale parteciperà anche l'ambasciatore russo Sergei Razov, offrirà agli imprenditori inoltre uno stimolo per sviluppare i rapporti commerciali fra i due Paesi.

© Foto : fornita da Stefano MaulluStefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia
Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia - Sputnik Italia
Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia
Non solo sanzioni, al forum si discuterà anche del ruolo di Mosca sullo scacchiere internazionale e della cooperazione in campo energetico fra Italia e Russia. L'evento milanese dimostra il significato strategico delle relazioni italo-russe, una stretta cooperazione da rinforzare sempre più, al di là delle sanzioni. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista esclusiva sull'evento l'eurodeputato di Forza Italia Stefano Maullu, membro della delegazione rapporti UE-Russia al Parlamento Europeo.

— Onorevole Maullu, quali saranno le tematiche principali trattate al Forum Italia-Russia da lei organizzato che si terrà a Milano il 16 maggio?

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A Milano il Forum Italia-Russia
— Il forum mira a mantenere i rapporti fra Italia e Federazione russa in una dimensione di assoluta cordialità come tradizionalmente è sempre stato. Il tema dominante non sono semplicemente le sanzioni, ma anche le interconnessioni energetiche che la Russia e l'Italia hanno. Ovviamente punteremo anche su una dimensione geopolitica, che mai come in questo momento per il ruolo della Russia nel Medioriente e per il rapporto strutturato con Israele, diventa assolutamente attuale. Noi crediamo che la Russia sia uno snodo di pace, l'intervento della Federazione Russia in Medioriente ha di fatto creato le condizioni perché il terrorismo fosse debellato, un rapporto di equilibrio sviluppato con Israele riporterebbe una dimensione di pace in questo quadrante del mondo colpito da guerre religiose e antiche rivalità.

— Le sanzioni, come sappiamo benissimo, hanno danneggiato le economie di entrambi i Paesi, ma l'Italia e la Russia hanno continuato a cooperare in più settori nonostante tutto. Le sanzioni non hanno fermato gli strettissimi rapporti italo-russi?

— Certo che no, i rapporti italo-russi sono molto stretti e devono essere rinsaldati. Pendo che ogni occasione di incontro, di dialogo e di discussione sia estremamente utile in un mondo globalizzato. Anche la posizione dell'Unione Europea a parer mio deve essere più equilibrata nei confronti della Federazione Russa. Abbiamo la necessità di essere dei pazienti tessitori di relazioni che devono continuare a svilupparsi.

— L'export italiano verso la Russia è cresciuto rispetto l'anno scorso nonostante il periodo di sanzioni. La cooperazione energetica e le forniture di gas russo all'Italia sono davvero significative. Il settore energetico è cruciale per il futuro delle relazioni italo-russe?

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— Quello energetico è un settore cruciale e anche strategico per diverse ragioni, innanzitutto per il carattere fisico dell'Italia, il nostro Paese è un vero hub energetico nel Mediterraneo, ha aziende che lavorano su questo settore. La Russia ha un player mondiale come Gazprom che dell'estrazione e della distribuzione del gas ne fa il proprio core business. In questa dimensione molto interconnessa parlare di energia è molto importante, perché siamo in un mondo energivoro di fatto. Proprio per evitare che le tensioni politiche superino i bisogni dei cittadini continuare a parlare di energia, interconnessione e rapporti con la Russia è estremamente importante.

— Il forum dà uno stimolo anche agli imprenditori che lavorano o vogliono lavorare in Russia?

— Esatto. Abbiamo cercato di mettere insieme una rappresentanza qualificata di opinion leader che possano spiegare al meglio quanto sia importante per il nostro Paese continuare a lavorare con la Federazione Russia. L'importante è fare anche un'azione di convincimento verso gli altri partner europei di quanto sia utile considerare la Russia un pezzo di Europa.

— La sua lotta contro le sanzioni all'interno del Parlamento Europeo continuerà? Sono stati fatti dei passi avanti?

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Saluti da Yalta
— Vado avanti in questa direzione, perché sono estremamente convinto che le sanzioni non siano servite per risolvere i problemi politici per i cui sono state imposte. Le sanzioni sono uno strumento di cui si abusa in maniera impropria. Queste misure non puniscono semplicemente il Paese che le subisce, puniscono tutto il contesto che lavoro con quel Paese. Le sanzioni durano ormai da anni e il loro effetto non serve a nulla, credo che la possibilità di ragionare e discutere su questo problema sia fondamentale. Io continuo a farlo all'interno del Parlamento Europeo, rappresentando la posizione dell'Italia.

Il nostro Paese è un partner storico della Russia, sono felice di fare questo lavoro, ci credo fermamente. Credo la dimensione vera sia quella che abbiamo vissuto qualche anno fa quando si era riusciti a trovare un accordo fra Vladimir Putin e George Bush tramite Silvio Berlusconi. Il ragionamento da seguire deve essere quello, una dimensione di un'Italia paziente tessitore di pace, di iniziative commerciali e soprattutto con un ruolo di stimolo per far capire che non è più tempo di guerre fredde.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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