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La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Nel mondo cresce il numero di vittime delle mine antiuomo e bombe inesplose

© Sputnik . Ministry of Defence of the Russian FederationМины в городе Дейр-эз-Зор, где проводят разминирование специалисты Международного противоминного центра Вооруженных Сил РФ
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Negli ultimi tre anni il numero delle vittime delle mine e degli ordigni inesplosi è più che raddoppiato nel mondo. Ciò è dovuto ai conflitti in Afghanistan, Siria, Ucraina e Yemen.

Il numero delle persone rimaste uccise per le mine antuomo o per gli ordigni inesplosi a seguito delle guerre è aumentato drasticamente nel mondo. Lo ha annunciato martedì 3 aprile a Monaco l'organizzazione internazionale di invalidi e mutilati Handicap International. Nel 2016 oltre 8.600 persone sono morte o sono rimaste ferite nel mondo per le mine antiuomo o gli ordigni inesplosi. Rispetto al 2013, questa cifra è più che raddoppiata: allora si contavano 3.400 vittime.

Questa tendenza è legata soprattutto ai conflitti sanguinosi in Afghanistan, Siria, Ucraina e Yemen, rileva l'organizzazione. In questi Paesi si combatte e si bombardano le zone residenziali, dove restano un gran numero di ordigni e granate inesplose.

Il 90 percento delle vittime di queste bombe sono i civili. Nel 2016 hanno perso la vita 1.500 bambini.

L'Ucraina è al primo posto nel mondo in termini di numero di morti per le esplosioni di mine, ha dichiarato il coordinatore umanitaria delle Nazioni Unite in Ucraina Neal Walker lo scorso dicembre.

Allo stesso tempo l'Ucraina è al terzo posto nel mondo per estensione di campi minati.

"Per bonificare tutte le aree minate nelle zone controllate e non controllate da Kiev ci vogliono 15-20 anni, a condizione che i combattimenti finiranno entro la fine dell'anno. Se il caos continuerà in futuro, allora si tratta di un serio problema di sviluppo umanitaria ed economico dell'Ucraina ", ha affermato Yaroslav Yurtsaba, direttore per le questioni economico-ambientali ed i programmi politico-militari e coordinatore dell'OSCE in Ucraina. Secondo il funzionario, la questione richiede soluzioni immediate.

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