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Sobchak risponde al ministro degli Esteri ucraino sull'accusa di “schizofrenia politica”

© Sputnik . Artem Kreminsky / Vai alla galleria fotograficaCrimea
Crimea - Sputnik Italia
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La candidata alla presidenza russa Ksenia Sobchak ha risposto al ministro degli Esteri dell'Ucraina Pavlo Klimkin, che aveva visto nella sua richiesta d'autorizzazione per entrare in Crimea "schizofrenia politica".

"Non voglio rispondere al più alto funzionario di uno Stato sovrano con lo stesso spirito, ma riflettete: le autorità ucraine hanno impedito all'unico politico russo che ha sostenuto la loro sovranità nazionale, di recarsi nel loro territorio in stretta conformità con le sue leggi <…> Chi di noi è schizofrenico?" — la Sobchak ha scritto su Instagram.

 

 

La settimana scorsa la Sobchak aveva chiesto all'Ambasciata ucraina il permesso di recarsi in visita in Crimea, che considera un territorio ucraino, con una missione umanitaria.

Il capo della diplomazia di Kiev Klimkin aveva notato in questa richiesta "schizofrenia politica", perché sarebbe stato "un ingresso legittimo per condurre una campagna elettorale illegittima per elezioni illegittime nei territori occupati."

Successivamente la Sobchak era finita nella blacklist del sito ultranazionalista ucraino "Myrotvorets" per un suo viaggio in Crimea dopo la riunificazione con la Russia.

Durante la sua campagna elettorale, la Sobchak ha ripetutamente affermato di considerare la penisola come parte dell'Ucraina, ma ha osservato che la maggior parte degli abitanti che vivono in Crimea vogliono stare con la Russia, pertanto restituire semplicemente la penisola a Kiev non è la soluzione.

Le autorità di Crimea hanno affermato che la Sobchak, rifiutando di riconoscere lo status russo della penisola, ha mancato di rispetto alla Costituzione russa.

Le presidenziali russe si svolgeranno domenica 18 marzo. Otto sono i candidati che ambiscono alla massima carica dello Stato russo: Sergey Baburin ("Unione popolare russa"), Pavel Grudinin (Partito Comunista Russo), Vladimir Zhirinovsky (liberal-democratici), Vladimir Putin (indipendente), Ksenia Sobchak ("Iniziativa Civile") Maxim Suraykin ("Comunisti di Russia"), Boris Titov (Partito della Crescita), Grigory Yavlinsky ("Yabloko").

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