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Sito di nazionalisti ucraini chiede di sparare contro i preti della Chiesa Ortodossa Russa

© Sputnik . Vitaliy Belousov / Vai alla galleria fotograficaВерующие со священнослужителем во время традиционного праздничного молебна в Крещенский сочельник в Храме Святителя Николая в Измайловском Кремле в Москве
Верующие со священнослужителем во время традиционного праздничного молебна в Крещенский сочельник в Храме Святителя Николая в Измайловском Кремле в Москве - Sputnik Italia
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Il sito ultranazionalista ucraino “Myrotvorets” ha definito i sacerdoti della Chiesa Ortodossa Russa “unità di combattimento della Russia”, esortando i militari nel Donbass a sparare contro di loro senza esitazione. Lo si legge in un post sulla pagina Facebook dell'organizzazione estremista.

"Ogni soldato dell'Ucraina dovrebbe ricordare: i preti moscoviti e filo-moscoviti sono unità d'attacco dell'aggressore russo, non c'è nessuna religiosità, sotto la veste ecclesiastica si può nascondere un mitragliatore. Durante le perquisizioni non bisogna fare eccezioni, ma solo controlli più duri. Al minimo rischio per la propria vita, sparare senza esitazione".

Il sito "Myrotvorets" è noto per pubblicazioni scandalose, in cui si schedano i volontari delle autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, giornalisti ed altri cittadini definiti "traditori".

Mercoledì persino la candidata alle presidenziali russe Ksenia Sobchak, dopo diverse dichiarazioni pubbliche di condanna della politica del Cremlino sull'Ucraina, è finita nella blacklist del portale. "Myrotvorets" ha sostenuto che "consapevolmente ha violato il confine di Stato dell'Ucraina" per un viaggio della Crimea nel 2014, così come giustifica "l'occupazione" della penisola.

L'attività del sito è stata ripetutamente criticata. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha caratterizzato il sito come "uno strumento di incitamento diretto alla violenza", la rappresentante dell'OSCE per la libertà della stampa Dunja Mijatović ha definito i post "allarmanti, che potrebbero mettere in pericolo ulteriormente la sicurezza dei giornalisti."

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