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Politico: le proteste in Macedonia non faranno altro che aumentare

© REUTERS / Marko DjuricaBandiera della Macedonia
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Le proteste in Macedonia sono destinate ad aumentare perché la popolazione si è resa conto che le autorità vogliono proteggere i loro interessi. Lo ha dichiarato a Sputnik il leader del Partito democratico dei serbi in Macedonia Ivan Stoilkovic.

Stoinkovic ha spiegato che le attuali autorità stanno risolvendo solo i problemi connessi con la comunità internazionale, ma non le questioni interne relative all'economia o la garanzia dei diritti e della libertà.

"Pertanto, se le autorità continuano a comportarsi in questo modo, le proteste non potranno che aumentare… È impossibile escludere la crisi del sistema economico", ha affermato.

Stoilkovic è convinto inoltre che lo scopo dei manifestanti non è fermare il processo negoziale con Atene.

"Il loro obiettivo è fermare le disastrose politiche dell'attuale leadership, mentre fermare i negoziati è inaccettabile sia per la Macedonia che per l'intera comunità internazionale. Il compito delle proteste è di risvegliare la società macedone e fermare il processo di svendita degli interessi nazionali e statali", ha concluso.

In precedenza, Atene ha bloccato il processo di integrazione euro-atlantica del suo vicino settentrionale, affermando che "Macedonia" è il nome di una regione storica greca. Il primo ministro macedone Zoran Zaev si è detto pronto a risolvere l'annosa controversia, ma alcune persone hanno reagito negativamente all'idea di cambiare il nome del paese.

Il commissario europeo per l'allargamento e la politica di vicinato, Johannes Khan, ha espresso fiducia che la controversia sul nome della Macedonia sarà completata entro la fine di giugno di quest'anno.

Il 27 febbraio a Skopje si è tenuta una manifestazione di protesta che, secondo varie stime, ha raccolto fino a diecimila partecipanti. I manifestanti hanno chiesto la cessazione dei negoziati per cambiare il nome del paese e, in caso di fallimento di questa e altre richieste, lo scioglimento del Parlamento ed elezioni anticipate.

A tal proposito il giornalista macedone Milenko Nedelkowski ha detto a Sputnik che il rifiuto della Grecia di consentire l'uso del nome Macedonia è assolutamente inaccettabile per i macedoni stessi.

"Il popolo macedone non permetterà di cambiare il nome del paese. Questo è più che chiaro. Tale decisione può essere fissata su carta, può essere valida per due giorni, due anni, ma non sarà per sempre. Sarà come l'occupazione del Kosovo, che la Serbia considera temporanea. Quindi considereremo questa decisione temporanea e imposta", sostiene il giornalista.

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