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Libia: ONU non è stata in grado di aiutare il paese

© AFP 2021 / ABDULLAH DOMAEdifici distrutti a Bengasi, Libia
Edifici distrutti a Bengasi, Libia - Sputnik Italia
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Il capo dello staff organizzativo per la conferenza inter-libica, Muhammed al-Abbani, ha detto a Sputnik che 6 ambasciatori ONU mandati negli ultimi sette anni hanno fallito la loro missione e non sono stati in grado di stabilizzare la situazione nel paese.

"Non conoscono le specificità della società libica e hanno fatto molti errori. Ad esempio, non si rivolgono alle persone, ma è fondamentale, è la prima cosa da fare se si vogliono prendere decisioni sulla Libia. Forse è stato fatto apposta per portare il paese nello stato in cui lo vediamo oggi? Questo è parte di una cospirazione contro la Libia? Vediamo come l'ONU, oltre che in Libia, abbia fatto lo stesso in Palestina, Iraq, Yemen e Siria".

Secondo il politico libico, l'accordo di Skhirat non soddisfa tutti i libici, rappresenta gli interessi di una sola parte. "Crediamo che si siano abbiano perso la loro validità da soli." Una parte importante del processo di pace dovrebbe essere la conferenza generale della Libia, alla quale parteciperanno le principali forze politiche e le organizzazioni della società civile, ha affermato al-Abbani. È prevista nella prima metà del 2018.

"La conferenza dovrà unire tutti i libici. La sede organizzativa ha tenuto riunioni in tutte le città libiche con rappresentanti di sindacati, associazioni civili e politiche per ascoltare tutte le opinioni. Su questa base si formeranno i principi della futura conferenza. Peraltro, la sede centrale del comitato organizzativo è in Tunisia, un paese sicuro e stabile". Tutto questo non parte dalla Libia, ha detto al-Abbani.

"Ora le decisioni vengono prese da coloro che hanno le armi e il potere. Il nostro paese è inondato da un numero enorme di gruppi armati che fanno i propri interessi, ad esempio Daesh e altri gruppi islamici che travisano l'Islam. Ci sono quelli che soddisfano gli ordini dei loro sostenitori, che sono i più pericolosi. I militanti nell'ovest della Libia sono sostenuti dalla Turchia, dal Qatar e dall'Italia; quelli ad est dall'Egitto e dagli Emirati Arabi Uniti; nel sud dalla Francia. Qualsiasi intervento straniero aggrava la situazione nel paese, pertanto noi ci opponiamo a questo fenomeno" ha detto il capo della sede organizzativa per la conferenza interlibica Mohammed al-Abbani.

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