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Banchiere lettone: il russo è lingua dei selvaggi

© Sputnik . Vladimir Pesnya / Vai alla galleria fotograficaCities of the world. Riga
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Il banchiere lettone Girts Rungainis ha dichiarato che il russo "non è una lingua di cultura", e che la capitale del paese "invece di accogliere selvaggi ha bisogno di ricevere gente dalla Lituania, Estonia, Finlandia e Scandinavia", riporta Dienas Bizness.

Alla conferenza "Fattori esterni di sviluppo della Lettonia" di venerdì, l'uomo d'affari ha chiesto di smettere di finanziare l'istruzione in russo.

"La lingua russa non è né la lingua della scienza né la lingua della cultura, né la lingua dell'arte, tranne forse del balletto", ha detto Rungainis.

Il banchiere ha anche espresso l'opinione che per la prosperità del paese è necessario abbandonare le vecchie forme di economia, "specialmente se sono collegate con la Russia". In particolare, ha criticato il transito delle merci, "mirato ad un basso valore aggiunto".

Inoltre, Rungainis vede il problema dell'economia lettone a Riga, che, ha detto, "non funziona". Per porre rimedio alla situazione del business ha proposto di "risucchiare" il popolo di Lituania, Estonia, Finlandia, Svezia, Norvegia e Danimarca, ma non della Russia, definendo i russi "selvaggi".

In Lettonia vivono due milioni di persone, di cui circa il 40% parlano il russo. Nella repubblica la lingua di stato è il lettone mentre il russo ha lo status di lingua straniera.

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