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Estrazione di gas in Crimea verrà sospesa per bloccare azione legale di Kiev

© AFP 2021 / Sergey BobokКомпрессорная станция компании Нафтогаз рядом с Харьковом, Украина
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La Russia prevede di ridurre i lavori nel giacimento di Odeske sul Mar Nero, da cui proviene metà della produzione di gas della Crimea.

Lo segnalano alcuni media russi con riferimento a fonti nel governo federale russo e nell'amministrazione regionale della penisola. In questo modo Mosca conta di far decadere le richieste dell'Ucraina, che nel settembre 2016 aveva aperto un contenzioso contro la Russia all'arbitrato internazionale sul diritto del mare, gestito dalla corte permanente di arbitrato dell'Aja.

Le indagini a seguito della denuncia di Kiev sono riservate. Secondo i media russi, l'Ucraina accusa la Russia di condurre attività economiche non autorizzate nel giacimento. La sospensione della produzione può rivelarsi un modo formale per confutare questa affermazione. Questa raccomandazione è stata data dal dipartimento legale del ministero degli Esteri russo, che rappresenta Mosca nella vertenza in tribunale.

"Il ministero degli Esteri ha deciso: se non gestiamo attività nel giacimento, non ci saranno pretese", ha detto una fonte. Secondo l'interlocutore, all'interno della disputa legale la questione della proprietà del giacimento non è presa in considerazione. La Russia non intende restituire il controllo del giacimento all'Ucraina.

La società della Crimea "Chernomorneftegaz" fermerà i lavori sul giacimento il 1° luglio 2018. Il programma di investimenti nel lungo termine della compagnia energetica della penisola sarà rivisto, come emerge da una disposizione del direttore generale di "Chernomorneftegaz" Boris Zimin dello scorso 23 novembre. Le fonti chiariscono che i 15 pozzi del giacimento di Odeske saranno chiusi prima che sorgano controversie legali.

La prima udienza procedurale si era svolta nel maggio 2017 all'Aja. Entro il prossimo 19 febbraio Kiev deve presentare al tribunale arbitrale "prove documentali" sulla violazione della Russia dei diritti dell'Ucraina nel Mar Nero. La vertenza non verrà risolta prima del 2020.

 

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