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Cecchino georgiano fa nomi di due omicidi di piazza Maidan

© Sputnik . Andrei Stenin / Vai alla galleria fotograficaPiazza Maidan a Kiev, Ucraina, 2014.
Piazza Maidan a Kiev, Ucraina, 2014. - Sputnik Italia
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L’attuale capo del comitato del parlamento ucraino per la sicurezza nazionale e la difesa, Sergey Pashinsky e il deputato Vladimir Parasyuk hanno partecipato personalmente alle uccisioni durante gli scontri a piazza Maidan, ha dichiarato il cecchino georgiano Aleksandr Revazishvili.

Afferma di essere testimone di quegli eventi.

"Pashinsky sparava brevi raffiche con il suo fucile. Parasyuk figlio sparava da una carabina Saiga, mentre il padre da una carabina SKS" si dichiara nella testimonianza di Revazishvili all'avvocato a disposizione di Sputnik. È pronto a fornire questa informazione alla corte ucraina. Il corrispondente dell'agenzia ha parlato a Tbilisi con i cecchini che, a detta loro, hanno partecipato agli eventi di piazza Maidan. Affermano anche loro di aver ricevuto armi e l'ordine di aprire il fuoco proprio da Pashinsky.

Secondo le parole dell'ex militare georgiano Koby Negradze, in Ucraina lui e altri cecchini furono invitati dal consigliere dell'ex presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, Mamuk Mamulashvili. Adesso lui è a capo della legione georgiana che combatte in Donbass dalla parte di Kiev. Mamulashvili si è prefissato come obiettivo di andare urgentemente in Ucraina ad aiutare i manifestanti". Come ha detto Nergadze, sono stati assegnati diecimila dollari al suo gruppo, altri cinquanta sono stati promessi dopo il ritorno dal viaggio.

La versione intera dell'intervista e il video con i cecchini georgiani verrà pubblicata il 14 febbraio da Sputnik.

In precedenza su Canale 5 è stato mandato in onda un documentario nel quale i giornalisti italiani hanno parlato con Negradze, Revazishvili e Zalogi Kvaratskhelia. Uno di loro ha affermato che al momento dell'inasprimento degli scontri al distaccamento è stato ordinato di aprire il fuoco sui manifestanti e sui soldati delle forze speciali Berkut, ma che avevano preso l'ordine come una provocazione e non hanno sparato.

I sostenitori dell'integrazione europea hanno occupato la piazza principale di Kiev, Maidan Nezalezhnosti (Piazza Indipendenza) il 21 Novembre 2013, subito dopo l'annuncio del governo di Nykola Azarov di sospendere la firma dell'accordo di associazione con l'UE.

Più tardi, la piazza è diventata l'epicentro dello scontro tra le forze armate e i radicali. Le nuove autorità ucraine hanno addossato la responsabilità della morte di oltre un centinaio di persone all'ex presidente Viktor Yanukovich e alle forze speciali Berkut. Yanukovich e i soldati del Berkut negano il loro coinvolgimento negli omicidi. Dopo il colpo di stato, le forze del Berkut sono state sciolte. 

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